Raggiungere il Tribunale di Taranto in auto era già complicato. Con la cancellazione di diversi parcheggi in corso Italia per fare spazio alle fermate della BRT, il problema si è ulteriormente aggravato. A denunciarlo è Egidio Albanese de “La voce di Taranto”, che chiede all’amministrazione comunale di intervenire con soluzioni compensative.
Al centro della questione ci sono gli stalli eliminati nelle immediate vicinanze del Palazzo di Giustizia. Una riduzione che, secondo Albanese, pesa su una zona quotidianamente interessata da un consistente movimento di avvocati, personale amministrativo, consulenti, testimoni, parti processuali e semplici cittadini.
Per i professionisti che arrivano dalla provincia, inoltre, l’automobile è spesso indispensabile. Gli orari delle udienze non sempre coincidono con quelli del trasporto pubblico e nella stessa mattinata può essere necessario spostarsi tra più sedi: dal Tribunale al Giudice di pace, dal Tribunale per i minorenni al carcere, passando per studi e altri uffici.
Il rischio, osserva Albanese, è che la ricerca di un posto auto finisca per incidere anche sulla puntualità delle udienze. “Un ritardo non è una semplice seccatura. Può incidere sulla difesa di una persona, sul regolare svolgimento di un processo e sull’organizzazione di un’intera giornata di udienze”.
C’è poi il problema dell’utenza. Non tutti coloro che raggiungono il Palazzo di Giustizia possono lasciare l’auto a grande distanza e proseguire a piedi. Tra chi frequenta gli uffici giudiziari ci sono anche anziani, persone con difficoltà motorie e famiglie chiamate ad affrontare vicende personali spesso delicate.
Albanese non mette in discussione la BRT né l’obiettivo di rendere più sostenibile la mobilità cittadina. Contesta, invece, la scelta di eliminare parcheggi prima di predisporre alternative adeguate.
“Non si chiedono privilegi per la categoria forense. Si chiede di poter esercitare dignitosamente e puntualmente una funzione indispensabile per la tutela dei diritti dei cittadini”, afferma.
Da qui le richieste rivolte a Palazzo di Città: chiarire quali parcheggi compensativi saranno realizzati e in quali tempi, prevedere soluzioni per anziani e persone con disabilità e avviare un confronto con l’Ordine degli Avvocati, gli operatori della giustizia e i cittadini.
Tra le proposte avanzate c’è anche quella di rendere immediatamente disponibile l’area adibita a parcheggio della nuova piscina e di individuare un’altra zona nei pressi del Palazzo di Giustizia.
“La BRT può rappresentare un’opportunità per Taranto, ma non può essere realizzata trasferendo tutti i disagi sui lavoratori e sull’utenza. Una città moderna non elimina soltanto parcheggi: prima programma, ascolta e costruisce alternative”, conclude Albanese.
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