Prima di accusare una testata giornalistica di “gravissima scorrettezza” e mettere in copia l’Ordine dei Giornalisti e altre redazioni, sarebbe buona norma accertarsi almeno di avere ragione.
Il 22 settembre Ciro Manigrasso, Cosimo Simone Restano e Damiano Trani, firmatari per il gruppo politico “Monteiasi Futura”, hanno inviato una nota nella quale sostengono di avere precedentemente trasmesso alle redazioni una comunicazione sulla vicenda dell’avvio dell’anno scolastico a Monteiasi e contestano il fatto che nei servizi pubblicati non sia stato dato spazio alla loro posizione.
Per quanto riguarda Tarantini Time, l’accusa parte da un presupposto falso: quella nota non è mai arrivata alla nostra redazione.
Non risulta ricevuta sulla nostra casella di posta e non è pervenuta attraverso altri canali. Chiediamo quindi ai tre firmatari di produrre la prova dell’invio e, soprattutto, dell’effettiva consegna a Tarantini Time. Se esiste, la mostrino. Anche perché non ci sembra sia stata pubblicata altrove.
La questione delle scuole di Monteiasi, contrariamente a quanto si potrebbe far credere leggendo la loro protesta, è stata trattata. Abbiamo scelto di farlo rivolgendoci direttamente alle fonti istituzionali interessate, tra cui il sindaco e il dirigente scolastico che ci ha inviato una nota proprio questa mattina. È stata una scelta redazionale, della quale rispondiamo noi e per la quale non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno.
Tarantini Time non ha l’obbligo di controllare le pagine social di tutti i gruppi politici, i comitati, le associazioni e i singoli cittadini per verificare chi abbia qualcosa da dire sull’argomento del giorno. E anche quando un comunicato viene regolarmente inviato a una redazione, la sua pubblicazione non è dovuta. Un comunicato stampa non è un ordine di pubblicazione e una testata giornalistica non è una bacheca sulla quale ciascuno possa pretendere il proprio spazio.
Decidiamo noi cosa fa notizia, cosa merita di essere pubblicato, quali fonti utilizzare e quali vicende approfondire. È il nostro lavoro ed è una responsabilità che appartiene alla redazione.
Non ci interessano neppure le simpatie, le antipatie e i regolamenti di conti della politica locale. Non spetta a un giornale dare soddisfazione a questo o a quel soggetto perché ritiene di avere qualcosa da replicare a un amministratore, a un avversario politico o a un altro gruppo. Le chiacchiere hanno sempre trovato spazio nei bar e nelle piazze e oggi ne hanno in abbondanza anche sui social. Le pagine di un giornale rispondono ad altri criteri.
La selezione delle notizie, quando arrivano, non è una “scorrettezza”. È una delle responsabilità fondamentali di una redazione.
Se Manigrasso, Restano e Trani avessero scritto esclusivamente a Tarantini Time chiedendo conto della mancata pubblicazione, sarebbe bastata una risposta di poche righe: non abbiamo ricevuto la vostra nota.
Hanno preferito un’altra strada. Hanno scritto una mail indirizzata a più organi, portando così presso terzi l’accusa di una presunta “gravissima scorrettezza” della nostra redazione e di altre, senza prima verificare con noi se il documento che sostengono di averci inviato fosse effettivamente arrivato.
A questo punto la questione cambia. Non siamo più di fronte a una semplice lamentela indirizzata a un giornale, ma a una contestazione sulla nostra correttezza professionale trasmessa anche a soggetti terzi. E su questo non intendiamo soprassedere.
Chiediamo formalmente a Ciro Manigrasso, Cosimo Simone Restano e Damiano Trani di dimostrare l’avvenuta consegna a Tarantini Time della nota che sostengono di averci inviato. In mancanza, pretendiamo scuse formali e una rettifica della contestazione, da trasmettere agli stessi destinatari ai quali è stata inviata la comunicazione del 22 settembre.
Non abbiamo alcun problema con le critiche. Chiunque può contestare un nostro articolo, una ricostruzione o una scelta editoriale e assumersene la responsabilità. Ma attribuire una “gravissima scorrettezza” professionale a una testata è un’altra cosa, soprattutto quando l’accusa viene fatta circolare presso terzi e poggia, per quanto ci riguarda, su un fatto che non corrisponde a quanto risulta alla redazione.
Tarantini Time non prende ordini dalla maggioranza, dall’opposizione, dai partiti, dai gruppi politici o dai comitati. Non pubblicheremo qualcosa perché qualcuno pretende di comparire sulle nostre pagine e non cambieremo il nostro modo di lavorare perché qualcuno considera una mancata pubblicazione un torto personale.
La linea editoriale la decide la redazione. Punto. Non la decide Ciro Manigrasso e il suo gruppo.
Attendiamo quindi le scuse e la rettifica. Diversamente, Tarantini Time adirà le vie legali per tutelare la propria reputazione e la correttezza professionale della propria redazione.
La libertà di critica vale per tutti, ma comporta anche la responsabilità di ciò che si scrive, si firma e si trasmette a terzi.
Quanto alla pretesa assenza di spazio lamentata nella nota, almeno su un punto possiamo considerare la questione risolta.
Oggi quello spazio c’è. Con nomi, cognomi e fatti.
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