Non soltanto una proroga per evitare che dal primo gennaio 307 lavoratori rimangano senza sostegno al reddito. La vertenza Taranto Port Workers viene rilanciata con una richiesta più ampia: utilizzare la nuova stagione di investimenti nel porto per riportare progressivamente al lavoro le persone che da anni fanno parte del bacino dell’Agenzia.
A chiederlo insieme sono Cgil, Cisl e Uil, le categorie Filt, Fit e Uiltrasporti e due parlamentari tarantini appartenenti a schieramenti diversi, Francesca Viggiano del Pd e Vito De Palma di Forza Italia. Una posizione comune affidata a una lettera indirizzata al Governo e alla Regione Puglia.
Il primo nodo da sciogliere è urgente. Il 31 dicembre scadrà l’Indennità di mancato avviamento e, nella stessa data, arriverà a scadenza anche la vigenza della Taranto Port Workers. Per questo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al ministro Matteo Salvini e al sottosegretario Edoardo Rixi viene chiesto di fare il punto sull’iter autorizzativo necessario alla prosecuzione dell’Agenzia.
“In assenza di un intervento di proroga della misura di sostegno, a partire dal 1° gennaio si determinerebbe una condizione di grave criticità economica e sociale per i circa 307 lavoratori e le loro famiglie – dicono i sindacati – Inoltre, è fondamentale provvedere anche alla proroga della vigenza e dell’efficacia dell’agenzia “Taranto Port Workers” in scadenza per la stessa data”.
Ma continuare a garantire l’indennità, nella prospettiva indicata dai firmatari, non può essere la soluzione definitiva. La partita si sposta sul futuro del porto e sulla possibilità che i nuovi investimenti producano anche occasioni di occupazione per chi è rimasto nel bacino dopo la fine dell’ex Tct.
Sindacati e parlamentari chiedono quindi l’immediata applicazione dell’articolo 17 della legge istitutiva dell’Agenzia, affinché le imprese possano attingere alla platea della Taranto Port Workers. L’obiettivo è ridurre progressivamente il numero dei lavoratori ancora dipendenti dalle misure di sostegno attraverso il loro effettivo reinserimento.
È in questa prospettiva che entra in gioco anche la Regione Puglia. I 307 lavoratori sono interessati dai percorsi di riqualificazione previsti dall'”Avviso JTF Portuali”, ma l’iter non si è ancora concluso.
“I lavoratori interessati sono destinatari dei percorsi strutturati di formazione professionale rivolti alle operazioni di upskilling e reskilling, previsti dalla Regione Puglia attraverso l’“Avviso JTF Portuali”, finalizzati a favorire un effettivo e qualificato reinserimento nelle attività portuali – sottolineano sindacati e parlamentari – L’iter attuativo risulta tuttora in corso e si auspica una celere conclusione delle procedure, affinché i percorsi formativi possano essere avviati e completati nel più breve tempo possibile e possano rappresentare uno strumento concreto di riqualificazione professionale e di successivo reinserimento lavorativo, coerente con le nuove attività, gli investimenti e le prospettive di sviluppo del porto di Taranto”.
La richiesta, dunque, è far coincidere due percorsi: da una parte evitare che il 31 dicembre si interrompano improvvisamente le tutele, dall’altra preparare i lavoratori alle professionalità che potranno essere richieste dalle nuove attività portuali.
“L’obiettivo comune è quello di impedire che alla scadenza del 31 dicembre 2026 possa determinarsi una situazione di vuoto nelle tutele e, nello stesso tempo, – affermano i firmatari del documento – quello di provare a rilanciare quel volano di sviluppo partendo proprio dalla condizione dei 307 lavoratori dell’agenzia, la loro formazione e il loro reinserimento”.
Il documento è firmato da Giovanni D’Arcangelo per la Cgil, Antonio Baldassarre per la Cisl Taranto Brindisi, Gennaro Oliva per la Uil Taranto, Francesco Zotti della Filt-Cgil, Gianluca Semitaio della Fit Cisl, Carmelo Sasso della Uiltrasporti e dai deputati Viggiano e De Palma.
Ora viene chiesto un tavolo istituzionale dedicato alla vertenza e, soprattutto, un cronoprogramma immediato degli interventi. Della richiesta sono stati interessati anche il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, il sindaco di Taranto Piero Bitetti e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti.
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