Il Liceo De Sanctis-Galilei di Manduria conquista un riconoscimento nazionale con “Fiori di Plastica”, cortometraggio scritto e diretto da Enzo Pisconti, con la fotografia di Giuseppe Mariggiò, vincitore della categoria riservata alle scuole secondarie di secondo grado della terza edizione del concorso “Da uno sguardo: film di studentesse e studenti sulla violenza contro le donne”.
La premiazione si è svolta venerdì 11 settembre a Venezia, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Sul palco, durante la cerimonia condotta dalla giornalista Rai Monica Giandotti, sono saliti la dirigente scolastica Maria Maddalena Di Maglie, Enzo Pisconti e gli studenti. Alla scuola sono stati assegnati una pergamena, una targa e 15mila euro da destinare alla realizzazione di nuovi progetti audiovisivi.
Il concorso è promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Cultura, e utilizza il linguaggio cinematografico per portare gli studenti a confrontarsi con il tema della violenza contro le donne.
“Fiori di Plastica” affronta in particolare le dinamiche di controllo e possesso che possono nascondersi dietro comportamenti apparentemente riconducibili alla cura e all’affetto. La storia segue Marta nell’ultima ora prima della partenza per un’esperienza a Londra. Il viaggio verso una nuova autonomia si trasforma progressivamente in una situazione di pericolo quando Luca, il fidanzato apparentemente premuroso, mostra il carattere manipolatorio della relazione. A cogliere i segnali che gli altri non riescono a riconoscere è Matteo, fratello minore della ragazza.
I protagonisti sono interpretati da Gabriele Dimaggio, nel ruolo di Luca, e Sara Lombardi, in quello di Marta. Nel cast anche Lorenzo Cosma nei panni di Matteo, Maria Pia Pichierri nel ruolo di Giulia e Ilaria Marzo in quello di Chiara. Giuseppe Miccoli presta invece la voce fuori campo al padre di Marta.
“È questo il vero coraggio: sapersi determinare anche quando è difficile, anche quando c’è qualcuno che cerca di limitarci, di invadere i nostri spazi, di superare i confini perfino del nostro corpo”, ha spiegato Sara Lombardi durante la premiazione. Lorenzo Cosma ha aggiunto: “Bisogna sempre mostrare agli altri con sicurezza che siamo capaci, che ci sono degli spazi nostri, personali e che non bisogna invaderli”.
La giuria ha sottolineato proprio il significato della narrazione e del titolo: “Il titolo dell’opera ha un valore simbolico: ciò che appare bello e innocuo potrebbe rivelarsi ingannevole e pericoloso. La narrazione, intensa e ben costruita, evidenzia come gesti apparentemente affettuosi possano nascondere dinamiche di possesso e controllo e invita a riconoscere i segnali più sottili di una relazione insana”.
Il lavoro è nato nell’ambito del percorso Edugame Lab, con Enzo Pisconti come docente esperto e Ciro Buccoliero come docente tutor. Al progetto hanno partecipato gli studenti Elisa Bianco, Giulia Dinoi, Rocco Giammarino, Antonio Luciani, Leon Mattia Luciani, Francesca Zanzarella, Gone Rosy Ndiaye, Cristian Palummieri, Matteo Scorrano, Giorgia Pesare, Noemi Piccinni, Giovanni Giorgino e Martina Koni.
“Questo riconoscimento – sottolinea la Dirigente scolastica Maria Maddalena Di Maglie –premia la capacità dei nostri studenti di confrontarsi con un tema difficile e doloroso attraverso un linguaggio, quello cinematografico, che consente loro di essere non semplici destinatari ma costruttori di un messaggio educativo: la differenza tra amore e possesso, tra cura e controllo, la considerazione della libertà, propria e dell’altro, come un valore irrinunciabile. Vederli a Venezia, su un palcoscenico così prestigioso, rappresenta per tutta la nostra comunità scolastica una grande emozione e gratifica il nostro costante impegno nell’offrire loro occasioni autentiche di crescita e di espressione”.
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










