Il legame tra l’antica Ugento messapica e la Taranto magno-greca torna al centro della quindicesima edizione del Premio Zeus – Città di Ugento, in programma il 12 settembre in Piazza San Vincenzo, su Largo Duomo.
L’appuntamento arriva a pochi giorni dal rientro in Italia dello Zeus di Ugento, capolavoro della bronzistica tardo-arcaica datato intorno al 530 a.C., esposto nel Museo dell’Acropoli di Atene insieme ad altri reperti dell’Italia greca.
La statuetta, rinvenuta a Ugento nel dicembre del 1961, rappresenta uno dei simboli dell’incontro tra la civiltà messapica e quella magnogreca. Secondo la ricostruzione storica, lo Zeus nell’atto di scagliare la folgore sarebbe stato probabilmente realizzato con la tecnica della cera persa all’interno di un atelier artigianale di Taranto.
Proprio questo intreccio tra territori, storia e ricerca costituisce uno degli elementi sui quali è stato costruito negli anni il Premio.
“Il “Premio Zeus – Città di Ugento” è una buona pratica di perfetta sinergia tra enti differenti – spiega la direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone – tanto che non solo valorizza la storia di un territorio, ma elegge un reperto archeologico ad ambasciatore della propria ricchezza culturale, come è accaduto di recente anche nell’esposizione “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca” di Atene. Il Premio è parte autorevole di questo percorso che vede, il MArTA e l’amministrazione comunale di Ugento collaborare da ormai tre anni”.
La manifestazione punta contemporaneamente al mondo della ricerca e a un pubblico più ampio, utilizzando l’archeologia come strumento di conoscenza, valorizzazione del territorio e rafforzamento del rapporto con il patrimonio culturale.
“Essenzialmente localizzata nel Comune di Ugento, la missione del Premio si configura, tuttavia, come pluricentrica – afferma il sindaco Salvatore Chiga – Infatti, alla base della manifestazione, risulta esservi la volontà di dare lustro e divulgare la ricerca e, di conseguenza, il patrimonio storico – archeologico su scala regionale, nazionale e internazionale”.
Sei le categorie previste quest’anno: Carriera, Giovani laureati in Italia e all’estero, Innovazione e Tecnologia, Restauro archeologico, Missioni culturali all’estero e Trasmissione televisiva e documentario archeologico. Alla selezione contribuisce un Comitato scientifico formato da rappresentanti del mondo della ricerca, della cultura, dell’archeologia e dell’università.
Per il terzo anno consecutivo saranno assegnati anche il premio “Sofia Codacci Pisanelli”, destinato a chi si è distinto nella promozione del patrimonio storico-archeologico, e alcune menzioni speciali per la divulgazione della ricerca e la gestione e promozione delle attività museali.
“Il Premio rappresenta un investimento – sottolinea l’assessore alla Cultura Chiara Congedi – Investimento in relazioni, conoscenza, nella capacità del territorio e del patrimonio di Ugento di saper dialogare con il mondo della ricerca e delle istituzioni culturali. Perché l’archeologia, prima ancora di essere una disciplina scientifica, è una forma straordinaria di dialogo tra il tempo e l’uomo”.
La direzione artistica della serata del 12 settembre è affidata a Ura Teatro. Il programma unirà racconto, musica, voce e danza intorno alle radici storiche delle culture mediterranee.
“Abbiamo provato a mettere in dialogo linguaggi artistici differenti – spiega Laura Scorrano di Ura Teatro – il racconto, la voce, la musica e la danza. Un incontro tra le arti che diventa anche incontro con la cultura, con la storia e la memoria dei luoghi”.
“Perchè la memoria, quando incontra l’arte – aggiunge Scorrano – non è qualcosa di immobile: torna a essere viva, capace di generare nuovi sguardi e nuovi racconti”.
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