Un’audizione urgente della Direzione strategica dell’Asl di Taranto e dell’assessore regionale alla Sanità per chiarire la gestione dei turni notturni di radiologia negli ospedali di Manduria e Martina Franca. A chiederla è il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera, segretario della Commissione Sanità, dopo la morte del 69enne trasferito nella notte dall’ospedale Giannuzzi di Manduria al Santissima Annunziata di Taranto per essere sottoposto a una Tac con mezzo di contrasto.
“Non spetta alla politica sostituirsi alla magistratura. Ma spetta alla politica chiedere conto di scelte che possono mettere a rischio la vita dei cittadini. Basta proclami: ora servono fatti. Quello che è accaduto a Manduria – ha dichiarato il Consigliere Regionale Antonio Paolo Scalera, segretario della Commissione Sanità – con la morte del 69enne trasferito dal Giannuzzi al SS Annunziata di Taranto dopo l’impossibilità, durante la notte, di sottoporlo proprio nell’ospedale manduriano ad una TAC con mezzo di contrasto è gravissimo e non può essere liquidato con il silenzio, con le giustificazioni di rito o con l’ennesima promessa di risolvere il problema.”
Scalera lascia alle indagini l’accertamento di eventuali responsabilità legate alla morte del paziente, ma chiede una risposta sul piano politico e organizzativo rispetto alla necessità del trasferimento.
“Non sono io – ha precisato Scalera – a dover stabilire se in questa vicenda vi siano responsabilità penali o episodi di malasanità. Saranno le indagini della magistratura, alle quali va lasciato il massimo rispetto, ad accertare il tutto. Ma c’è una domanda politica alla quale qualcuno deve rispondere immediatamente: era davvero inevitabile che un paziente dovesse essere trasferito di notte da Manduria a Taranto per poter effettuare un esame diagnostico?”
Il consigliere ricorda di aver già sollevato nella precedente legislatura il problema della radiologia del Giannuzzi, quando aveva presentato un’interrogazione sulle carenze di personale e sul ricorso alla teleradiologia o ai trasferimenti verso Taranto.
Secondo Scalera è necessario intervenire sulla sospensione dei servizi notturni di radiologia sia a Manduria sia a Martina Franca, considerando l’estensione dei territori serviti dai due ospedali e la possibilità che nei presidi arrivino pazienti con patologie tempo-dipendenti.
“E’ necessario intervenire immediatamente sulla decisione di sospendere i servizi di radiologia notturna negli ospedali di Manduria e Martina Franca. Parliamo di due presidi che servono territori vastissimi. La scelta di lasciare scoperti i turni notturni della radiologia, in strutture dove possono arrivare pazienti con patologie tempo-dipendenti e condizioni potenzialmente gravissime, non può essere considerata una semplice questione organizzativa. È una scelta che presenta un rischio evidente e che deve essere valutata con estrema serietà.”
Tra i chiarimenti richiesti c’è anche quello sulle eventuali alternative che avrebbero potuto evitare il trasferimento notturno del paziente.
“Se mancava il medico radiologo durante la notte – ha proseguito Scalera – perché non è stata adottata una soluzione organizzativa alternativa prevista dai protocolli, anche attraverso la presenza del medico anestesista laddove applicabile? Perché non sono state messe in campo tutte le soluzioni possibili per evitare che un paziente dovesse affrontare un trasferimento notturno?”
Scalera richiama inoltre i tempi necessari per raggiungere altri presidi ospedalieri, che sul territorio possono arrivare, secondo quanto riferisce, anche a un’ora o un’ora e mezza.
Un ulteriore interrogativo riguarda la successiva copertura dei turni di radiologia. “Se la sospensione di alcuni turni notturni era stata giustificata dalla carenza di personale, come si spiega che, dopo la morte del paziente, siano stati trovati medici per coprire quei turni? Il personale c’era oppure non c’era? Se non c’era, da dove è saltato fuori? E se era disponibile, perché non è stato utilizzato prima?”
Da qui la richiesta di portare il caso in Commissione Sanità.
“Per queste ragioni – ha concluso Scalera – ho depositato una richiesta di audizione urgente, chiedendo di ascoltare la Direzione strategica della ASL di Taranto e l’assessore regionale alla Sanità. Si venga in Commissione a spiegare, senza giri di parole, chi ha deciso la sospensione dei turni notturni, sulla base di quali valutazioni, quali alternative siano state prese in considerazione, quali protocolli siano stati applicati e perché oggi, dopo quanto accaduto, la situazione sembri improvvisamente diversa.”
“La magistratura farà il proprio lavoro. La politica deve fare il suo. E il suo compito è impedire che una situazione di questo tipo possa ripetersi.”
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