La rielezione del consigliere Tartaglia alla presidenza della Commissione Servizi apre un nuovo fronte politico a Taranto. A contestare quanto accaduto è la consigliera comunale F. Bianca Boshnjaku, che chiama direttamente in causa il Partito Democratico e il comportamento tenuto dai suoi rappresentanti durante la votazione.
La vicenda affonda le radici nelle parole che, riferisce Boshnjaku, Tartaglia avrebbe pronunciato nei suoi confronti e che la consigliera aveva già denunciato pubblicamente, parlando anche di un’offesa alle proprie origini. Da allora, sostiene, avrebbe interessato il PD a ogni livello senza ottenere una risposta. L’unica manifestazione di solidarietà, precisa, sarebbe arrivata dal consigliere regionale Cosimo Borraccino.
A far scattare la nuova presa di posizione è stata la votazione per la presidenza della Commissione. Lo scrutinio segreto non consente di conoscere come abbia votato ciascun consigliere, ma Boshnjaku concentra la sua critica sulla scelta degli esponenti del PD di rimanere in Aula e partecipare.
“Soltanto il voto era segreto, la permanenza in Aula no! I consiglieri del Partito Democratico hanno scelto di restare e partecipare alla votazione. Chi avesse voluto dissociarsi in maniera inequivocabile avrebbe potuto non parteciparvi, avrebbe potuto lasciare l’Aula. Il segreto dell’urna può nascondere una scheda, non una responsabilità politica.”
Per la consigliera, la questione investe direttamente la coerenza del partito sui temi dei diritti e del rispetto delle donne. Una posizione particolarmente netta anche alla luce del suo rapporto con il PD: Boshnjaku ricorda di avervi militato e di essere ancora tesserata, pur avendo lasciato il gruppo consiliare nel luglio 2025.
La decisione, spiega, era maturata dopo i tentativi di interlocuzione con i vertici provinciali sulle dinamiche interne al gruppo e sulla necessità di ricondurle a criteri di correttezza politica e rispetto istituzionale.
“Ho sempre pensato che la politica si facesse con le idee, il lavoro, la competenza e la libertà di poter dire anche dei no, soprattutto quando da diffendere ci sta la propria dignità. Forse è proprio questa la mia colpa”
Il giudizio sulla rielezione di Tartaglia va quindi oltre l’assetto della Commissione Servizi. Boshnjaku la considera una scelta dalla quale far discendere una precisa valutazione sul comportamento politico del PD tarantino.
“La rielezione del consigliere Tartaglia non è una semplice vicenda relativa alla presidenza di una Commissione. È un atto politico. E come tale lo valuto. Un partito che rivendica dignità, inclusione, rispetto e diritti deve saperli riconoscere innanzitutto al proprio interno.”
La consigliera rivolge le proprie critiche anche alla segretaria provinciale e al gruppo consiliare del Partito Democratico, accusandoli di non aver assunto una posizione capace, a suo giudizio, di tutelare i principi rivendicati dallo stesso partito.
“Il Partito Democratico oggi ha fatto una scelto. Io ne prendo atto e vado avanti.”
Boshnjaku conferma infine l’intenzione di proseguire la propria attività politica puntando sulla rappresentanza, sulla tutela delle persone e sull’autonomia delle proprie scelte.
“Finché avrò la colonna vertebrale d’acciaio e le spalle di titanio, ciò che accade intorno a me potrà fare rumore, ma non aggiungerà né toglierà nulla alla mia persona, alle mie convinzioni e, soprattutto, al mio modo di fare politica.”
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










