Duemilacinquecento lavoratori dell’appalto e dell’indotto e una procedura di licenziamento della quale i sindacati chiedono l’immediato ritiro. È con questa emergenza sullo sfondo che si è aperto a Palazzo Chigi il nuovo confronto sull’ex Ilva di Taranto, mentre davanti alla direzione di Acciaierie d’Italia, in via Appia, Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno manifestato con un flash mob e l’accensione di fumogeni.
A Roma gli incontri sono presieduti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e coinvolgono, in successione, gli enti territoriali, le organizzazioni datoriali e quelle sindacali. Dal fronte dei lavoratori, però, la priorità viene indicata senza mezzi termini.
“Oggi chiederemo al governo di disinnescare questa bomba sociale che, per il momento, ha coinvolto 2500 lavoratori. Chiediamo il ritiro immediato della procedura di licenziamento per questi lavoratori dell’appalto e dell’indotto che sono i più deboli. Dopo di che chiederemo delle garanzie al governo e di assumersi delle responsabilità per mettere fine a questa vertenza che dura da oltre 15 anni. In termini ambientali e di occupazione il governo deve dare delle risposte immediate e concrete”. A parlare, mentre prende il via il vertice, è il coordinatore di fabbrica della Fim Cisl Taranto-Brindisi Vincenzo La Neve.
Il tavolo vede una presenza ampia dell’esecutivo. Con Mantovano ci sono il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. Partecipano anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra e il consigliere per i rapporti con le parti sociali Stefano Caldoro.
Il territorio è rappresentato da Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto e Comune di Statte. Al confronto partecipano inoltre Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e quelli del Gruppo Ilva.
Per i sindacati sono presenti Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager. La rappresentanza datoriale comprende invece Alleanza cooperative italiane, Casartigiani, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Confindustria.
Mentre il confronto istituzionale si svolge a Roma, a Taranto le rappresentanze sindacali unitarie di Fim, Fiom, Uilm e Usb di Adi in amministrazione straordinaria e dell’appalto hanno scelto di portare la protesta davanti alla direzione dello stabilimento. Al centro resta la richiesta di fermare la procedura che coinvolge 2.500 lavoratori e di ottenere dal Governo risposte sul fronte occupazionale e ambientale.
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