Stato di agitazione immediato per tutto il personale dipendente delle Asl di Taranto e Brindisi. A proclamarlo è la Cisl Fp Taranto Brindisi, che ha trasmesso la decisione ai Prefetti e ai vertici delle due aziende sanitarie chiedendo l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione.
Al centro della vertenza ci sono le carenze di organico, la gestione dei contratti a tempo determinato, i vincoli sulle progressioni di carriera e la mancata condivisione dei nuovi Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale. Il segretario generale Giuseppe Lacorte contesta complessivamente la gestione della programmazione del personale da parte delle governance aziendali e regionale.
Uno dei nodi riguarda i contratti a termine in scadenza, per i quali, secondo il sindacato, le proroghe sarebbero arrivate soltanto all’ultimo momento e con soluzioni provvisorie. La Cisl Fp punta inoltre il dito contro i blocchi imposti sugli istituti contrattuali finanziati attraverso i fondi del Comparto.
“Siamo di fronte a una logica persecutoria: non solo questi professionisti vengono messi letteralmente alla frusta turno dopo turno, spremuti in corsia per compensare le carenze d’organico, ma si tenta persino di affamarli, negando loro legittimi riconoscimenti professionali ed economici che, come detto, non gravano di un solo centesimo sulle casse pubbliche regionali.”
Il sindacato lega la carenza di personale anche alla tenuta dei servizi ospedalieri e territoriali. Tra le situazioni richiamate c’è quella della RSA di Ostuni, con 60 posti letto indicati a rischio chiusura e oltre trenta dipendenti in attesa di conoscere il proprio futuro. Vengono segnalate inoltre ripercussioni sulla rete dell’emergenza-urgenza e sui reparti, dove la Cisl Fp denuncia carichi di lavoro ormai fuori controllo.
La federazione respinge anche le dichiarazioni relative a un presunto eccesso di posti previsti nei concorsi per infermieri e OSS, sostenendo che la valutazione degli organici non possa essere effettuata esclusivamente sulla base di parametri economici. Il sindacato richiama, nello stesso contesto, l’attuazione del DM 77/2022 e del PNRR per le Case e gli Ospedali di Comunità.
Un ulteriore fronte riguarda Taranto e la futura apertura del nuovo ospedale San Cataldo, prevista nel primo trimestre del 2028. Lacorte richiama il fabbisogno indicato in circa 1.200 nuove assunzioni e chiede chiarezza sui criteri utilizzati per arrivare a questa previsione.
“La politica continua a lanciare cifre e annunci estemporanei senza che vi sia alcuna chiarezza metodologica o riscontro concreto sui reali fabbisogni assistenziali.”
La vertenza si intreccia infine con i nuovi Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale, che dovranno essere presentati in Regione entro il 15 settembre. La Cisl Fp denuncia di non aver ricevuto finora alcuna informativa preventiva e chiede l’apertura di un confronto con le organizzazioni sindacali, contestando quanto già avvenuto con i PTFP 2024-2026.
Con la proclamazione dello stato di agitazione e la richiesta di avviare le procedure di raffreddamento e conciliazione nelle Prefetture di Taranto e Brindisi, il sindacato preannuncia ulteriori iniziative qualora non arrivasse un cambio di impostazione.
“Con la richiesta formale di attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione presso le Prefetture di Brindisi e di Taranto, lanciamo un aut aut definitivo: se non ci sarà un radicale cambio di passo, un’inversione di rotta e un reale coinvolgimento sindacale rispetto a queste scellerate disposizioni, la Cisl Fp scenderà in campo con azioni di lotta ancora più incisive.”
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