Porto, aerospazio, tecnologie avanzate ed economia del mare sono i settori sui quali Taranto punta per rafforzare la propria presenza nei circuiti internazionali e attrarre nuovi investimenti. Le prospettive di collaborazione con gli Stati Uniti sono state approfondite durante la visita in Confindustria Taranto del Console Generale degli Stati Uniti a Napoli, Terrence Flynn.
Ad accoglierlo il presidente degli industriali ionici Salvatore Toma, insieme al presidente della Camera di Commercio Taranto-Brindisi e past president di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo e a una delegazione di imprenditori.
Flynn, insediatosi a Napoli circa un anno fa e di origini pugliesi, ha evidenziato le potenzialità della regione sia sul versante economico sia su quello delle relazioni accademiche e culturali.
“Guardiamo a Taranto e alla Puglia con molto interesse – ha dichiarato il Console – per scambi commerciali, ma anche accademici e culturali, perché riteniamo che questa terra presenti molteplici opportunità ancora da esprimere”.
Tra i principali temi affrontati figura il Porto di Taranto, considerato strategico per la sua posizione nel Mediterraneo e per le prospettive legate alla crescita delle attività commerciali e logistiche. Spazio anche all’aerospazio, settore nel quale il territorio pugliese dispone già di imprese e competenze inserite in reti internazionali e di rapporti con operatori come Leonardo, Boeing, Lockheed Martin e GE Avio Aero. A queste attività si affiancano le prospettive offerte dallo sviluppo dell’economia dello spazio.
Per Confindustria, l’apertura ai mercati internazionali rappresenta uno dei passaggi attraverso cui accompagnare la trasformazione del sistema produttivo tarantino.
“Il confronto con il Console Flynn – afferma il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma – è un segnale importante per il nostro territorio. Taranto deve tornare a guardare lontano e ad aprirsi sempre più alle relazioni internazionali. Abbiamo un porto, competenze industriali, professionalità e filiere che possono dialogare con i grandi player internazionali. Il tema è creare le condizioni perché queste potenzialità diventino investimenti e nuova occupazione. Come Confindustria, abbiamo già sperimentato quali possano essere le leve più attrattive del nostro territorio portando qui a Taranto, a luglio scorso, founders e startup provenienti da tutto il mondo, in gran parte americani, che hanno visitato le nostre imprese con un approccio di segno positivo”.
La strategia indicata dagli industriali punta ad affiancare alle attività che hanno storicamente caratterizzato l’economia locale nuove filiere produttive, valorizzando competenze già presenti e le opportunità offerte dai processi di innovazione e transizione.
“La diversificazione non significa rinunciare alla nostra identità industriale, ma ampliarla, aggiungendo nuove opportunità. Aerospazio, innovazione, economia del mare, tecnologie avanzate e transizione ambientale sono settori nei quali Taranto può costruire il proprio futuro. Dobbiamo avere l’ambizione di proporci non soltanto come territorio da riconvertire, ma come territorio nel quale investire”.
Il confronto con il Consolato statunitense comprende anche sostenibilità, rigenerazione urbana, cultura e rapporti con le comunità locali, ampliando così gli ambiti nei quali potranno svilupparsi le relazioni tra il territorio ionico e gli Stati Uniti.
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