Una convocazione arrivata il 1° settembre per un percorso che prendeva il via nella stessa giornata e, soprattutto, definita come “Rinnovo invito” nonostante CGIL, CISL e UIL sostengano di non aver ricevuto precedenti comunicazioni formali. È su questi punti che si apre la contestazione dei sindacati nei confronti dell’Amministrazione comunale di Taranto per l’avvio della costruzione del Piano Sociale di Zona 2026-2028 dell’Ambito territoriale unico.
A intervenire sono i segretari generali Giovanni D’Arcangelo per la CGIL Taranto, Antonio Baldassarre per la CISL Taranto Brindisi e Gennaro Oliva per la UIL Taranto. Le tre organizzazioni chiedono innanzitutto al Comune di chiarire formalmente perché la PEC del 1° settembre riportasse nell’oggetto la dicitura “Percorso di concertazione per il nuovo Piano Sociale di Zona triennio 26/28 – Rinnovo invito”.
Secondo i sindacati, infatti, nessuna precedente convocazione o comunicazione formale via PEC sarebbe mai stata ricevuta. A questo si aggiunge la coincidenza tra la data di trasmissione dell’invito e quella fissata per l’avvio dei lavori, partiti quindi senza la partecipazione delle tre confederazioni.
“È grave – evidenziano– che le organizzazioni sindacali siano venute a conoscenza dell’avvio del percorso anche attraverso una comunicazione pubblicata sui social dall’Assessora ai Servizi Sociali, anziché mediante un preventivo e formale coinvolgimento”.
CGIL, CISL e UIL non mettono in discussione il coinvolgimento del Terzo Settore e delle associazioni territoriali nella definizione del nuovo Piano. Contestano, invece, che un percorso presentato come partecipato possa essere avviato senza la presenza delle principali rappresentanze sindacali e sociali.
“La programmazione delle politiche sociali – sottolineano i tre segretari – riguarda direttamente servizi e interventi destinati a persone e famiglie, soprattutto alle fasce più fragili e vulnerabili. Per questo il confronto deve fondarsi su trasparenza, pluralità, rappresentatività e pieno coinvolgimento delle parti sociali”.
La richiesta rivolta all’Amministrazione è quindi di garantire la partecipazione delle organizzazioni sindacali a tutte le successive fasi, compresi i tavoli tematici e gli incontri già programmati. CGIL, CISL e UIL chiedono inoltre il ripristino di corrette relazioni sindacali e una preventiva informazione e convocazione in occasione delle iniziative riguardanti programmazione e organizzazione dei servizi sociali.
D’Arcangelo, Baldassarre e Oliva sollecitano infine un chiarimento sulla dicitura “Rinnovo invito” e chiedono che le modalità di confronto vengano corrette già nelle prossime fasi del percorso per il Piano Sociale di Zona 2026-2028.
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