Una deroga per evitare che le imprese della mitilicoltura tarantina già colpite dalla moria delle cozze restino penalizzate anche nell’accesso agli indennizzi. Il Ministero dell’Agricoltura ha accolto la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali e datoriali del comparto, consentendo, in presenza di determinate condizioni, di utilizzare la produzione commercializzata nel 2023 come riferimento per il calcolo della compensazione finanziaria.
La questione riguarda l’Avviso pubblico previsto dal PN FEAMPA 2021-2027 per compensare gli operatori della pesca e dell’acquacoltura per il mancato guadagno e i maggiori costi provocati dalla perturbazione del mercato legata al conflitto internazionale in Medio Oriente.
Il bando, approvato il 30 luglio scorso, individuava inizialmente nelle quantità commercializzate durante il 2025 il parametro da utilizzare per determinare l’indennizzo. Un criterio che, secondo Coldiretti Taranto, Unci Agroalimentare, Confcooperative Taranto-Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Taranto, Confesercenti Casaimpresa Taranto, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca, avrebbe fortemente penalizzato una parte delle aziende ioniche.
Alla base del problema c’è la grave moria di mitili adulti e di seme registrata nell’estate del 2024, in concomitanza con l’eccezionale aumento delle temperature delle acque. Le conseguenze si sono riversate sulla produzione dell’anno successivo: diverse imprese non hanno potuto commercializzare prodotto nel 2025, avendo destinato gli impianti soprattutto al ripopolamento e all’accrescimento.
Utilizzare proprio il 2025 come parametro avrebbe quindi significato calcolare gli aiuti sulla base di un’annata nella quale la produzione era già stata pesantemente compromessa.
La richiesta del comparto ha portato a una modifica. Con una nota del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste è stata prevista, esclusivamente per le imprese di mitilicoltura in grado di dimostrare oggettivamente che la produzione del 2024 e del 2025 è stata significativamente compromessa dagli episodi di moria, la possibilità di prendere come riferimento quanto commercializzato nel 2023.
Non si tratta dunque di una modifica generalizzata del bando, ma di una deroga destinata alle aziende che rientrano nelle condizioni indicate. Per il comparto tarantino rappresenta comunque un passaggio determinante per rendere concretamente accessibili le compensazioni.
Le organizzazioni firmatarie riconoscono il risultato dell’interlocuzione con Regione Puglia e Ministero, evidenziando anche il supporto dell’assessore comunale Francesco Cosa e l’intervento dell’assessore regionale Francesco Paolicelli.
L’attenzione si sposta adesso su un’altra emergenza che interessa la produzione tarantina. Per venerdì 4 settembre è stato convocato un tavolo tecnico sulla mortalità del novellame nel Primo Seno del Mar Piccolo, al quale parteciperanno organizzazioni di categoria e istituzioni competenti.
Sul tavolo ci saranno il monitoraggio delle condizioni ambientali e sanitarie e la possibilità di individuare ulteriori strumenti di sostegno per le imprese, con l’obiettivo di fronteggiare una nuova criticità che rischia di incidere sulla continuità produttiva della mitilicoltura tarantina.
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