L’ipotesi di accorpamento della Direzione di Poste Italiane di Taranto con quella di Brindisi approda sul piano politico. A contestare la riorganizzazione annunciata dall’azienda è il consigliere regionale della Puglia Giampaolo Vietri, che chiede di sospendere il provvedimento e avviare un confronto con le organizzazioni sindacali del territorio.
Secondo Vietri, la sede di Taranto gestisce un bacino particolarmente ampio e complesso, coordinando gli uffici postali dell’intera provincia, compresi comuni come Ginosa, Castellaneta, Laterza e Manduria. Una realtà che, a suo giudizio, renderebbe poco comprensibile la scelta di accentrare le funzioni a Brindisi.
Il consigliere regionale esprime inoltre preoccupazione per le possibili ricadute occupazionali della riorganizzazione, ipotizzando trasferimenti di personale conseguenti allo svuotamento della sede tarantina.
Vietri richiama anche il valore storico del Palazzo delle Poste e Telegrafi di Taranto, che da sempre ospita la Direzione provinciale, ritenendo che un ridimensionamento della struttura comporterebbe la perdita di un presidio storico per la città.
“Per queste ragioni chiediamo ai vertici regionali e nazionali di Poste Italiane di sospendere questa soluzione e di aprire immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali della provincia di Taranto, affinché sia scongiurata questa ipotesi di accorpamento.”
Il consigliere regionale annuncia inoltre possibili iniziative istituzionali qualora la riorganizzazione dovesse proseguire.
“Qualora ciò non avvenisse, utilizzeremo tutti gli strumenti istituzionali a nostra disposizione anche attraverso l’interessamento del Ministero di competenza per acquisire gli atti relativi alla preannunciata riorganizzazione e verificare quali criteri di efficienza, produttività e organizzazione possano giustificare una scelta che, allo stato, appare incomprensibile e fortemente penalizzante per Taranto.”
La nota si conclude con un appello affinché il territorio non perda ulteriori funzioni strategiche.
“Non possiamo consentire che Poste Italiane sottragga funzioni strategiche a un territorio che, invece, ha bisogno di essere rafforzato e valorizzato.”
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