Otto ore di sciopero per chiedere risposte sul futuro dell’ex Ilva e dei suoi lavoratori. È la mobilitazione proclamata per oggi da Fim, Fiom, Uilm e Usb che coinvolge i dipendenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria e delle aziende dell’appalto, alla vigilia del ciclo di incontri convocati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La protesta arriva dopo il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la fermata dell’area a caldo dello stabilimento entro 90 giorni e in una fase di forte incertezza sul futuro industriale del sito di Taranto.
Secondo le organizzazioni sindacali, la crisi dell’ex Ilva è il risultato della mancanza di scelte strutturali da parte dei governi che si sono succeduti negli anni e non può essere scaricata sui lavoratori.
“È giunto il tempo di prendere delle decisioni che restituiscano ai Lavoratori e alla città un futuro certo in cui vengano garantiti tutti i diritti costituzionali, dal lavoro, all’ambiente e alla salute senza che alcuni di essi vengano esclusi a discapito di altri.”
Tra le richieste avanzate al Governo figurano misure straordinarie per i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria e delle aziende dell’appalto, la continuità occupazionale attraverso un intervento pubblico e l’introduzione di una clausola sociale a tutela dei dipendenti dell’indotto.
Le sigle sindacali chiedono inoltre l’apertura di una “vertenza Taranto” che consenta di affrontare in maniera organica il futuro del polo siderurgico e dell’intero territorio ionico.
Lo sciopero prevede, per il primo turno, due ore di assemblea dalle 7 alle 9 nell’area antistante il consiglio di fabbrica, seguite da sei ore di astensione dal lavoro fino al termine del turno. Per il secondo e il terzo turno è invece previsto lo sciopero per l’intera giornata lavorativa.
La mobilitazione precede gli incontri convocati dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il primo tavolo, in programma domani, vedrà la partecipazione delle organizzazioni sindacali, mentre nei giorni successivi il confronto proseguirà con istituzioni locali, associazioni dell’indotto e rappresentanti del comparto siderurgico per definire il percorso successivo alla sentenza della Corte d’Appello.
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