Due persone arrestate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre 660 chilogrammi di prodotto ittico sequestrati e distrutti perché ritenuti non idonei al consumo umano, un lavoratore impiegato in nero e numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. È il bilancio dell’operazione ad “alto impatto” condotta questa mattina a Taranto da Carabinieri, Capitaneria di Porto, Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e Nucleo Cinofili di Modugno.
L’attività, disposta dal Comando provinciale dei Carabinieri, ha interessato in particolare l’area del mercato ittico ed è stata finalizzata al contrasto dello spaccio di droga, del lavoro sommerso e delle irregolarità nella filiera della pesca.
Nel corso dei controlli sono stati arrestati un 24enne e un 60enne, entrambi tarantini, ritenuti presunti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto ricostruito dai militari, il più giovane è stato trovato in possesso, a seguito di perquisizione personale e domiciliare, di 41 dosi già confezionate di sostanza ritenuta cocaina, nascoste tra gli indumenti e all’interno di un borsone custodito nella propria abitazione.
Il secondo arresto è stato eseguito nell’area del mercato ittico. Durante il controllo di un commerciante, i Carabinieri hanno rinvenuto all’interno del furgone utilizzato come deposito per le bibite altre 23 dosi, presumibilmente della stessa sostanza, occultate tra le confezioni.
Lo stupefacente sequestrato sarà sottoposto agli accertamenti del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando provinciale dei Carabinieri di Taranto. Secondo le prime stime investigative, avrebbe potuto fruttare circa 6 mila euro sul mercato illecito. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, entrambi gli indagati sono stati posti agli arresti domiciliari.
L’operazione ha fatto emergere anche irregolarità sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. I militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro hanno denunciato due amministratori di società operanti nel comparto ittico per presunte violazioni della normativa sulla tutela della salute dei lavoratori, contestando l’omessa sottoposizione di due dipendenti alle visite mediche obbligatorie di idoneità alla mansione.
Nel corso delle ispezioni sono stati controllati 15 lavoratori, uno dei quali è risultato impiegato completamente in nero. Le verifiche hanno portato all’elevazione di ammende per circa 11.500 euro e sanzioni amministrative per ulteriori 6.400 euro.
Parallelamente, la Capitaneria di Porto ha effettuato controlli sulla filiera della pesca, sequestrando e distruggendo oltre 660 chilogrammi di prodotto ittico giudicato non conforme o conservato in condizioni incompatibili con il consumo umano. Elevate inoltre sanzioni amministrative per complessivi 4 mila euro e denunciato un soggetto per la presunta commercializzazione di alimenti in cattivo stato di conservazione.
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