Aveva raccontato ai medici di essere caduto accidentalmente lungo una strada del paese. Ma le gravi ferite riportate alla testa non erano compatibili con quella versione. Da quella incongruenza è partita l’indagine che, nel giro di poche ore, ha portato all’arresto di un 21enne di Leporano, accusato di tentato omicidio.
Il giovane è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Taranto e della Stazione di Leporano.
L’inchiesta ha avuto origine nella notte del 28 luglio, quando il personale dell’ospedale “Santissima Annunziata” ha segnalato il ricovero, in codice rosso, di un 35enne residente a Leporano, trasportato dal 118 con un grave trauma cranico.
Durante i primi accertamenti la vittima avrebbe riferito di essersi ferita in seguito a una caduta. I sanitari, però, insospettiti dalla natura delle lesioni, hanno ritenuto la dinamica incompatibile con il quadro clinico e hanno richiesto l’intervento dei militari dell’Arma.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Taranto, si sono sviluppate attraverso sopralluoghi, raccolta di testimonianze e l’analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona dell’aggressione. Gli elementi raccolti avrebbero consentito di ricostruire quanto accaduto la sera del 27 luglio.
Secondo la ricostruzione investigativa, il 21enne avrebbe affrontato il 35enne per motivi ritenuti futili e, durante il litigio, gli avrebbe sferrato un violento pugno alla tempia. Il colpo avrebbe provocato l’immediata caduta della vittima, rimasta priva di sensi sull’asfalto. L’aggressore, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe poi allontanato senza prestare soccorso.
Il 35enne è ancora ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto, dove resta in prognosi riservata.
Alla luce del quadro indiziario ricostruito dai Carabinieri, la Procura ha chiesto l’applicazione della misura cautelare. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta disponendo la custodia in carcere del giovane, che è stato trasferito nella casa circondariale di Taranto.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo e, fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, vale il principio di presunzione di innocenza.
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