Le associazioni di protezione civile impegnate nella campagna antincendio boschivo in Puglia sarebbero ormai allo stremo a causa del mancato arrivo dei contributi regionali. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Giampaolo Vietri, che denuncia le difficoltà economiche delle organizzazioni impegnate ogni giorno nel monitoraggio del territorio e negli interventi contro gli incendi.
Secondo Vietri, nonostante le attività siano iniziate all’inizio di giugno e le rassicurazioni arrivate dalla Regione Puglia, le associazioni non avrebbero ancora ricevuto alcuna risorsa economica per sostenere il servizio.
Il consigliere spiega di aver raccolto le segnalazioni di diverse realtà della provincia di Taranto, che continuano a garantire il pattugliamento del territorio anticipando con risorse proprie tutte le spese necessarie allo svolgimento delle attività.
Tra i costi sostenuti rientrano carburante, manutenzione dei mezzi, dispositivi di protezione individuale, materiali di consumo, attrezzature soggette a usura e pasti per i volontari impegnati nelle operazioni.
“Ho raccolto il grido d’allarme di diverse associazioni della provincia jonica che ogni giorno garantiscono il pattugliamento e il monitoraggio del territorio, realizzando all’occorrenza anche i frequenti interventi di emergenza: sono allo stremo e non riescono più a sostenere economicamente le attività di un servizio che potrebbe persino fermarsi!”, afferma Vietri.
Il consigliere regionale ricorda che la Regione aveva annunciato l’erogazione di un anticipo proprio per consentire alle associazioni di affrontare le spese della campagna antincendio, ma sostiene che, a oggi, tali risorse non sarebbero ancora state trasferite.
Per Vietri si tratta di una situazione che evidenzia una carenza di programmazione, considerando che la campagna antincendio boschivo rappresenta un’attività ricorrente che, a suo avviso, dovrebbe essere finanziata con largo anticipo rispetto all’avvio delle operazioni.
“Se gli impegni assunti non saranno rispettati in tempi rapidi, il rischio è concreto: le associazioni non avranno più la possibilità economica di continuare il servizio e la campagna antincendio potrebbe fermarsi proprio nel periodo di massimo rischio”, conclude il consigliere regionale.
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