La richiesta di una stabilizzazione definitiva dei lavoratori precari della Giustizia è stata rilanciata questa mattina davanti al Tribunale di Taranto, dove la Funzione Pubblica Cgil ha promosso una conferenza stampa seguita da un’assemblea con i dipendenti interessati. All’iniziativa hanno preso parte il segretario generale della Fp Cgil Taranto, Mimmo Sardelli, il segretario regionale Dario Capozzi Orsini e i parlamentari Mario Turco (M5S), Dario Iaia (FdI) e Francesca Viggiano (Pd).
Secondo i dati illustrati dal sindacato, nel territorio ionico sono 24 i lavoratori precari della Giustizia che attendono ancora la stabilizzazione, mentre a livello nazionale il bacino coinvolge circa 1.300 persone. Senza un intervento normativo, i contratti sono destinati a terminare il prossimo 30 settembre.
“La Funzione pubblica Cgil di Taranto oggi è scesa in piazza insieme alle lavoratrici e ai lavoratori precari della giustizia che non sono stati ancora stabilizzati. Solo a Taranto sono in 24, rispetto al dato nazionale che è pari a 1.300, e il prossimo 30 settembre rischiano di andare a casa. Questo avverrebbe, infatti, se non venisse adottato un provvedimento legislativo che garantisca loro una piccola proroga, in attesa della definitiva stabilizzazione da inserire nella prossima legge di Bilancio”, ha dichiarato Mimmo Sardelli.
Il segretario della Fp Cgil ha sottolineato che la mobilitazione non riguarda esclusivamente la tutela occupazionale dei lavoratori, ma anche il funzionamento del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione. “Quella del nostro sindacato non è solo una battaglia per i diritti di queste lavoratrici e di questi lavoratori; del resto, lo Stato non può creare precarietà, lo Stato non può creare gente che perde il proprio posto di lavoro. Oggi, quindi, siamo qui anche per difendere l’efficienza e l’efficacia del sistema-Paese. Vorrei ricordare, infatti, che questi lavoratori hanno raggiunto, e con largo anticipo, gli obiettivi che l’Europa aveva dato all’Italia per l’abbattimento del carico processuale civile e penale”.
Sardelli ha inoltre evidenziato come la riduzione dei tempi della giustizia e lo smaltimento dell’arretrato rappresentino fattori strategici anche per la competitività del Paese. “La celerità dei tempi della giustizia e l’abbattimento degli arretrati rappresenta un elemento di efficienza del sistema-Paese e anche di attrattività verso gli investimenti”. Per questo, ha aggiunto, “è una battaglia anche per il futuro del Paese e per la crescita dell’Italia e dei suoi cittadini”.
Nel corso dell’iniziativa è intervenuto anche il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco, che ha ribadito il sostegno del suo gruppo parlamentare al percorso di stabilizzazione del personale precario della Giustizia.
“Ho partecipato questa mattina all’assemblea pubblica promossa dalla FP CGIL Taranto davanti al Tribunale di Taranto insieme ai lavoratori precari della Giustizia, per ascoltare le loro istanze e ribadire il mio impegno affinché venga completato il percorso di stabilizzazione del personale ancora escluso. Si tratta di giovani lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno garantito il funzionamento degli uffici giudiziari, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento degli obiettivi del PNRR, allo smaltimento dell’arretrato e al miglioramento dell’efficienza della giustizia”.
Turco ha ricordato che il Movimento 5 Stelle ha presentato in Senato un emendamento nell’ambito dell’esame del decreto-legge A.S. 1939 con l’obiettivo di rafforzare gli organici delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, valorizzando l’esperienza del personale già impiegato presso il Ministero dell’Interno e prevedendo un percorso di stabilizzazione.
“Lo Stato non può essere il primo datore di lavoro precario. Non possiamo permetterci di disperdere competenze, professionalità ed esperienza già acquisite, mentre gli uffici pubblici continuano a fare i conti con gravi carenze di organico. Continuare con proroghe temporanee significa alimentare incertezza, mentre serve una scelta strutturale e definitiva. Ora ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità da parte del Governo e della maggioranza. Ai lavoratori non servono nuove promesse né l’ennesima proroga dell’ultimo minuto: serve approvare il nostro emendamento e completare il percorso di stabilizzazione, nell’interesse dei lavoratori, dell’efficienza della giustizia e dei cittadini”.
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