La proroga dell’indennità di mancato avviamento al lavoro per i 307 portuali ex TCT, ma anche un piano concreto per creare nuova occupazione nel porto di Taranto. Sono le richieste avanzate dalla Cisl Taranto Brindisi e dalla Fit Cisl Taranto, che sollecitano Governo, istituzioni e Autorità di sistema portuale ad accelerare gli interventi destinati al rilancio dello scalo ionico.
Nel documento firmato dal segretario generale della Cisl Taranto Brindisi, Antonio Baldassarre, e dal segretario della Fit Cisl Taranto, Gianluca Semitario, il sindacato ricorda che da dodici anni i 307 lavoratori della Taranto Port Workers Agency (TWPA) percepiscono l’Indennità di mancato avviamento (IMA), prorogata annualmente dal Governo ma spesso erogata con ritardi che incidono sui bilanci delle famiglie.
Secondo la Cisl, grazie alla collaborazione tra sindacato, Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, TWPA e Inps, quest’anno si stanno registrando miglioramenti nei tempi di pagamento, garantendo ai lavoratori una maggiore certezza economica almeno per i mesi di luglio e agosto.
Il sindacato richiama anche il percorso di riqualificazione professionale avviato nel 2024 con l’aggiornamento del catalogo formativo regionale destinato ai lavoratori portuali, chiedendo però alla Regione Puglia di indicare quale potrà essere il reale tasso di occupabilità al termine dei corsi.
Per la Cisl la formazione deve tradursi in opportunità di lavoro concrete, anche attraverso il coinvolgimento delle aziende già operative nello scalo. Tra queste viene citata la San Cataldo Container Terminal, impegnata nella movimentazione dei container, e Vestas, concessionaria della Piattaforma Logistica “Domenico Daraio”, dove sono in corso gli interventi per adeguare gli spazi destinati alla movimentazione delle pale eoliche prodotte nello stabilimento di Taranto.
Il sindacato propone l’istituzione di un tavolo tecnico con le imprese concessionarie per verificare i rispettivi piani industriali e favorire il ricorso ai lavoratori della TWPA, soprattutto in vista del completamento dei percorsi formativi.
Tra le richieste rivolte al Governo figura anche la proroga dell’IMA per almeno altri trenta mesi, ritenuti necessari per accompagnare gradualmente il rientro al lavoro dei portuali ancora in attesa di ricollocazione.
La Cisl sollecita inoltre chiarimenti sul decreto Energia del Ministero dell’Ambiente e del Ministero delle Infrastrutture che prevede un investimento di 28 milioni di euro per la realizzazione dell’hub energetico dedicato all’eolico offshore nel porto di Taranto, intervento che il sindacato considera strategico per creare nuova occupazione.
Un altro tema riguarda il futuro dell’Ex Yard Belleli. Dopo il ritiro del Gruppo Ferretti, viene ricordato l’interesse manifestato nel 2024 da nuovi investitori per il progetto “Cantieri di Puglia”, finalizzato alla produzione di scafi in acciaio e alluminio con una prospettiva occupazionale che potrebbe arrivare fino a 400 posti di lavoro. Per consentirne l’avvio, la Cisl chiede lo sblocco dei 14 milioni di euro già destinati all’area.
Nel documento viene evidenziata anche l’assenza nel porto di Taranto del servizio di fornitura di lavoro portuale temporaneo previsto dall’articolo 17 della legge 84/1994, strumento che consentirebbe alle imprese di disporre di personale specializzato nei periodi di maggiore attività e che, secondo il sindacato, potrebbe rappresentare un’ulteriore occasione di occupazione per i lavoratori della TWPA.
Infine, la Cisl propone l’introduzione di misure fiscali dedicate al territorio tarantino per incentivare le aziende ad assumere lavoratori tra i 40 e i 60 anni che attualmente percepiscono l’IMA o altri ammortizzatori sociali, ribadendo che il rilancio della portualità rappresenta uno degli elementi centrali della vertenza unitaria “Taranto è Italia” e del processo di diversificazione economica del territorio.
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