Le risorse del Just Transition Fund devono diventare un’opportunità di crescita per le imprese del territorio e non trasformarsi in un vantaggio competitivo per aziende provenienti da fuori provincia. È la posizione espressa da Confartigianato Taranto, che accoglie positivamente l’annuncio della direttrice del Dipartimento Sviluppo economico della Regione Puglia, Gianna Elisa Berlingerio, sull’avvio di una consultazione con il partenariato locale prima della pubblicazione delle nuove misure previste per settembre.
Secondo l’associazione, il confronto con le realtà economiche e produttive rappresenta un passaggio fondamentale per costruire strumenti realmente aderenti alle esigenze delle imprese.
Confartigianato evidenzia come il tema sia stato affrontato anche nel forum “Taranto può farcela, se…”, dal quale è emersa una criticità legata all’impiego delle risorse della transizione. Durante il recente convegno dedicato al Piano JTF, infatti, sarebbe stato evidenziato come numerosi investimenti innovativi provengano da imprese esterne al territorio, mentre alcune misure rivolte alla nascita e allo sviluppo delle aziende locali registrino un utilizzo limitato.
Per l’associazione il rischio è che i finanziamenti destinati alla transizione ecologica possano favorire soprattutto operatori già strutturati provenienti da altre aree, lasciando le imprese tarantine in una posizione di svantaggio.
Secondo Confartigianato, attrarre nuovi investimenti rappresenta un elemento positivo, ma deve procedere parallelamente al rafforzamento del tessuto produttivo locale. In caso contrario, l’arrivo di imprese sostenute anche attraverso le risorse del JTF potrebbe determinare uno “spiazzamento competitivo”, con il rischio di sostituire progressivamente aziende già radicate sul territorio invece di consolidarle.
L’associazione richiama inoltre la necessità di una maggiore trasparenza nell’utilizzo delle risorse, chiedendo che vengano messi a disposizione dati aggregati relativi ai programmi PIA e MiniPIA finanziati dal Just Transition Fund. L’obiettivo è comprendere quali comparti stiano beneficiando maggiormente delle misure, quante imprese provengano dall’esterno della provincia, quale occupazione verrà generata e quali ricadute concrete siano previste per il sistema economico locale.
Tra le criticità segnalate anche il funzionamento della misura NIDI JTF. Secondo Confartigianato, molti aspiranti imprenditori, pur ottenendo l’ammissione al finanziamento, si trovano a sostenere costi per la costituzione dell’impresa e l’individuazione della sede senza poter avviare immediatamente gli investimenti, dovendo attendere il provvedimento di concessione dei contributi e senza tempi certi. Una situazione che, per chi dispone di risorse limitate, rischia di compromettere la realizzazione dei progetti imprenditoriali.
L’associazione invita inoltre a monitorare gli effetti delle Comunità energetiche e della misura “Reti per Taranto”, sottolineando che i finanziamenti dovranno tradursi in collaborazioni produttive durature, occupazione e sviluppo delle filiere locali, evitando che la partecipazione delle imprese tarantine venga utilizzata esclusivamente come requisito formale per l’accesso ai contributi.
Pur ritenendo tardivo il confronto annunciato dalla Regione, Confartigianato considera la consultazione prevista per settembre un’occasione utile per rivedere alcuni strumenti e introdurre misure di microcredito e garanzia realmente accessibili alle imprese del territorio.
Per l’associazione, il parametro con cui misurare l’efficacia del Just Transition Fund non sarà il numero di aziende che si insedieranno a Taranto, ma la capacità delle imprese tarantine di diventare più solide e competitive.
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