L’eredità dei Giochi del Mediterraneo 2026 deve diventare il punto di partenza per lo sviluppo di Taranto. È la posizione espressa dal presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco, che invita istituzioni, associazioni e parti sociali a programmare fin da subito le azioni necessarie per valorizzare quanto la manifestazione lascerà al territorio dopo la conclusione dell’evento sportivo.
Secondo Greco, il valore dei Giochi non si esaurisce nelle competizioni, ma rappresenta un’opportunità di rilancio destinata a incidere su diversi settori strategici della città.
“I “Giochi del Mediterraneo” non hanno avuto ancora inizio, ma pensare già al “dopo”, quando le luci di questa grande manifestazione sportiva internazionale saranno spente, non appare sbagliato soprattutto se si considera lo spessore della cosiddetta “legacy” di cui andranno a beneficiare la città ed il suo territorio.”
Per il presidente di Confapi Taranto, la manifestazione potrà contribuire a rafforzare il ruolo della città nel Mediterraneo, promuovendone il patrimonio culturale e sostenendo percorsi di rigenerazione urbana e sviluppo economico.
“Taranto ha l’occasione non solo di presentarsi ed affermarsi come centro di dialogo e cooperazione internazionale, ma anche di rafforzare la sua matrice mediterranea aprendo ad un rinnovamento che non rinnega né la sua tradizione storica né la sua cultura industriale. Dovremo essere bravi a convincerci che questa manifestazione non ruota solo attorno allo sport, ma è portatrice di rigenerazione urbana, fa conoscere il nostro patrimonio culturale, favorisce la diplomazia mediterranea, sviluppa il marketing territoriale. Ed è per questo che si deve iniziare a pensare a come gestire quello che i “Giochi” ci trasmetteranno. A cominciare dalle tante strutture che sono state realizzate per poi arrivare a quelle che potrebbero finalmente “decollare”, come l’Aeroporto. Insomma, quando si sostiene che si tratta di un’occasione irripetibile… non si sbaglia.”
Greco richiama anche l’attenzione sulle sfide che Taranto continua ad affrontare, a partire dalla complessa transizione industriale, sottolineando la necessità di costruire un modello di sviluppo capace di affiancare la tradizione manifatturiera a nuovi percorsi di innovazione e sostenibilità.
“Certo, la nostra è una città alle prese con problemi che non si possono ignorare. E’ una città che sta affrontando con coraggio una delle più complesse sfide industriali europee e che con grande responsabilità sta cercando di trasformarla in un percorso di innovazione e sostenibilità. Dobbiamo mostrare al mondo che la nostra identità non è e non può essere definita dalla questione ex ILVA (al di là di quello che sarà il destino dello stabilimento), ma dalla capacità di evolvere potendo far leva su un industria rispettosa dell’ambiente e su quelle risorse che fino ad oggi non sono state pienamente valorizzate.”
Tra le priorità indicate dal presidente di Confapi figurano la valorizzazione del Mar Piccolo, il rilancio della cantieristica, il rafforzamento del sistema portuale e il potenziamento della ricerca, considerati elementi fondamentali per favorire una maggiore diversificazione economica del territorio.
“La rigenerazione del Mar Piccolo, il recupero della cantieristica, il potenziamento della portualità, lo sviluppo della ricerca: sono tutti percorsi che possono dimostrare come Taranto abbia le potenzialità per diventare un hub marittimo strategico da cui avviare una concreta diversificazione economica. I “Giochi del Mediterraneo” potranno sicuramente avere una parte in questo procedimento, ma poi sarà importante non disperdere ciò che di positivo questo evento lascerà in dote. L’importante è non giungere impreparati quando sarà il momento. Per questo è necessario cominciare sin d’ora a pianificare una strategia comune, con la collaborazione di Istituzioni, associazioni, parti sociali, stakeholder, nell’esclusivo interesse del territorio.”
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