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Come cambiano le regole della nuova Serie A: VAR per i corner e non solo

La Serie A si prepara a cominciare la stagione 2026/2027 con un regolamento parzialmente rinnovato

Redazione by Redazione
23 Luglio 2026
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La Serie A si prepara a cominciare la stagione 2026/2027 con un regolamento parzialmente rinnovato. Le modifiche approvate dall’IFAB, l’organismo internazionale responsabile delle Regole del Gioco, intervengono soprattutto su tre questioni da tempo al centro del dibattito: le perdite di tempo, i limiti di intervento del VAR e la gestione dei comportamenti antisportivi.

Diverse disposizioni sono state sperimentate o applicate durante il Mondiale disputato tra Stati Uniti, Canada e Messico, ma non tutte verranno trasferite nel campionato italiano. La FIGC e la Serie A hanno infatti scelto di seguire, su alcuni punti particolarmente controversi, una linea più vicina a quella della UEFA rispetto all’interpretazione adottata dalla FIFA.

La conseguenza sarà un campionato nel quale aumenteranno i controlli sulle decisioni potenzialmente decisive e verranno introdotti strumenti più concreti contro le interruzioni volontarie. Non ci sarà, invece, un’applicazione automatica delle norme più rigide utilizzate per punire proteste, insulti non udibili e gesti considerati sospetti.

Il VAR potrà correggere un secondo cartellino giallo

La novità tecnicamente più importante riguarda l’estensione del protocollo VAR. Fino alla scorsa stagione, una seconda ammonizione non poteva essere revisionata direttamente, nonostante producesse lo stesso risultato di un’espulsione: l’uscita del calciatore e la prosecuzione della partita in inferiorità numerica.

Dal 2026/2027 il VAR potrà intervenire quando il secondo cartellino giallo viene considerato chiaramente errato. Non si tratterà quindi di rivedere qualsiasi ammonizione discutibile, ma di correggere un errore evidente che abbia provocato un’espulsione ingiusta. La Circolare dell’AIA inserisce espressamente la “seconda ammonizione chiaramente errata” tra gli episodi revisionabili.

Potenzialmente è questa la modifica più utile dell’intero pacchetto. Un’espulsione può modificare radicalmente l’andamento di una partita, influenzando il risultato, le scelte tattiche e persino le giornate successive attraverso la squalifica. Era difficile spiegare perché un rosso diretto potesse essere corretto dalla tecnologia, mentre un’espulsione determinata da due gialli dovesse rimanere intoccabile anche davanti a immagini inequivocabili.

Il limite del “chiaro ed evidente errore” sarà però decisivo. Se il contatto resta interpretabile, il VAR non dovrà trasformarsi in un secondo arbitro incaricato di rivalutare sistematicamente ogni fallo.

Controlli rapidi anche sui calci d’angolo

La Serie A ha scelto di aprire anche al controllo video dei calci d’angolo assegnati in maniera chiaramente sbagliata. Il VAR potrà comunicare rapidamente all’arbitro che l’ultimo tocco appartiene alla squadra attaccante e che, di conseguenza, deve essere concesso un calcio di rinvio.

La correzione dovrà avvenire immediatamente e senza rallentare la ripresa. Qualora il corner venga battuto velocemente, la decisione non potrà più essere modificata. L’obiettivo non è quindi aggiungere lunghe revisioni, ma utilizzare il cosiddetto silent check per eliminare gli errori più evidenti prima che producano un gol, un rigore o un’altra situazione decisiva.

Anche questa norma può rivelarsi utile, purché venga applicata con rapidità. Un calcio d’angolo assegnato erroneamente sembra un episodio secondario, ma può diventare determinante pochi secondi dopo. Correggerlo attraverso una comunicazione quasi istantanea appare più logico che convalidare un’azione nata da una decisione oggettivamente sbagliata.

Il rischio è l’effetto opposto: se ogni uscita del pallone dovesse produrre un’attesa, il provvedimento finirebbe per appesantire ulteriormente le partite. La reale efficacia dipenderà dunque dalla velocità della sala VAR e dalla capacità di intervenire soltanto quando le immagini offrono una risposta immediata.

Dieci secondi per uscire durante una sostituzione

Una parte consistente delle nuove regole è dedicata alla lotta contro le perdite di tempo. Durante una sostituzione, il calciatore richiamato in panchina dovrà lasciare il terreno di gioco entro dieci secondi dall’esposizione del tabellone o dal segnale dell’arbitro, passando normalmente dal punto più vicino della linea perimetrale.

Se non rispetterà il limite, il sostituto non potrà entrare immediatamente. La squadra dovrà riprendere temporaneamente il gioco con un uomo in meno e il nuovo calciatore potrà accedere al campo soltanto alla prima interruzione utile dopo almeno un minuto di gioco effettivo.

La sanzione è stata pensata per colpire direttamente la squadra che tenta di guadagnare secondi. Rispetto alla semplice ammonizione, spesso poco efficace nei minuti conclusivi, l’inferiorità numerica temporanea può diventare un deterrente concreto.

Molto dipenderà comunque dal buon senso. Un calciatore distante dall’uscita, affaticato o reduce da un contrasto potrebbe avere difficoltà oggettive a rispettare il limite. Il protocollo attribuisce perciò all’arbitro un ruolo fondamentale nella valutazione delle circostanze, evitando che il conto alla rovescia diventi una procedura puramente meccanica.

Conto alla rovescia su rimesse laterali e calci di rinvio

Gli arbitri avranno inoltre la possibilità di avviare un conto alla rovescia visibile di cinque secondi quando una squadra ritarda deliberatamente l’esecuzione di una rimessa laterale o di un calcio di rinvio del portiere.

Alla scadenza, una rimessa laterale potrà essere assegnata agli avversari. Nel caso di un calcio di rinvio non eseguito in tempo, la squadra avversaria otterrà invece un calcio d’angolo. Il provvedimento disciplinare personale, come l’ammonizione, sarà riservato soprattutto ai comportamenti ulteriormente eccessivi.

Questa modifica completa il percorso già avviato con la regola degli otto secondi per il portiere in possesso del pallone, sanzionata con un corner anziché con la poco utilizzata punizione indiretta. L’idea di fondo è semplice: alla perdita di tempo deve corrispondere una conseguenza sportiva immediata e comprensibile.

Tra le nuove disposizioni, questa potrebbe essere una delle più efficaci nel migliorare il ritmo della Serie A. La sua riuscita richiederà però uniformità: se alcuni arbitri applicassero il conto alla rovescia rigidamente e altri continuassero a tollerare ritardi prolungati, aumenterebbero soltanto proteste e confusione.

Un minuto fuori dal campo dopo le cure mediche

Cambierà anche la gestione degli infortuni. Un calciatore di movimento che riceve una valutazione o un trattamento medico sul terreno di gioco dovrà generalmente rimanere fuori per almeno un minuto di gioco effettivo prima di poter rientrare.

Sono previste eccezioni, tra cui gli infortuni del portiere, gli scontri particolarmente gravi, quelli tra compagni di squadra e i casi in cui il problema sia stato provocato da un fallo punito con ammonizione o espulsione.

La disposizione punta a scoraggiare le interruzioni simulate o esasperate. Chi richiede l’ingresso dello staff sanitario senza una necessità concreta rischierà di lasciare temporaneamente la propria squadra in dieci. Allo stesso tempo, le eccezioni servono a non penalizzare chi ha realmente subito un intervento grave o scorretto.

È una regola potenzialmente utile, ma anche delicata. La tutela della salute deve restare prioritaria e nessun giocatore dovrebbe essere spinto a rifiutare le cure per evitare l’inferiorità numerica. Sarà necessario distinguere la perdita di tempo dalla reale esigenza medica senza trasformare l’arbitro in un medico.

Niente rosso automatico per chi parla coprendosi la bocca

La Serie A non recepirà invece una delle regole più discusse del Mondiale: l’espulsione di un calciatore che si rivolge provocatoriamente a un avversario coprendosi la bocca con la mano, il braccio o la maglia.

L’IFAB ha introdotto questa possibilità come strumento contro insulti, razzismo e discriminazioni difficili da ricostruire attraverso le immagini. Si tratta però di un’opzione facoltativa, che ogni organizzatore può decidere se applicare.

La FIFA ha scelto una linea severa, arrivando durante il Mondiale a espulsioni basate sul gesto di coprire la bocca. L’Italia, come la UEFA, non considererà invece quel movimento una prova sufficiente per mostrare automaticamente il cartellino rosso. Per sanzionare un calciatore sarà necessario che l’arbitro, un assistente o un altro ufficiale di gara abbia percepito l’effettivo contenuto offensivo delle parole.

La prudenza appare comprensibile. Il contrasto agli abusi deve essere netto, ma espellere un giocatore sulla base di un gesto utilizzato comunemente anche per proteggere indicazioni tattiche o conversazioni private rischierebbe di produrre decisioni difficili da dimostrare.

Linea meno rigida anche sulle proteste con abbandono del campo

La Serie A non adotterà integralmente neppure il pugno duro previsto contro chi lascia il terreno di gioco in segno di protesta per una decisione arbitrale o invita i compagni a interrompere la partita.

Le nuove disposizioni internazionali consentono sanzioni molto pesanti, fino all’espulsione dei responsabili e alle conseguenze sportive per la squadra che impedisce la prosecuzione dell’incontro. Nel campionato italiano, l’allontanamento polemico individuale non comporterà automaticamente il cartellino rosso: la condotta potrà essere punita con un’ammonizione, mentre rimarranno naturalmente applicabili provvedimenti più severi nei casi estremi.

Anche in questo caso l’Italia sceglie di evitare automatismi. Non significa legittimare le proteste, ma lasciare all’arbitro la possibilità di distinguere un gesto momentaneo da un vero tentativo collettivo di sospendere la gara.

La Serie A nell’ambito delle scommesse sportive

Il campionato di Serie A inizierà tra circa un mese e chiaramente i bookmakers hanno già individuato alcune delle favorite, con Inter e Napoli in prima linea, un Milan e una Juventus che vogliono risalire la china e una Roma pronta a stupire. Per avere un quadro anche più interessante, lo strumento dei comparatori di quote può aiutare nell’orientamento.

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