CGIL, CISL e UIL Taranto accusano l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio di non aver rispettato gli impegni assunti durante il confronto del 30 giugno sul futuro del porto. Le tre organizzazioni sindacali denunciano di aver appreso soltanto dagli organi di stampa dell’invio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di una comunicazione che, secondo quanto concordato, avrebbe invece dovuto essere condivisa preventivamente con tutte le parti coinvolte.
L’incontro, richiesto dalle organizzazioni sindacali insieme alle categorie portuali, si era svolto alla presenza del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Giovanni Gugliotti e del sindaco di Taranto Piero Bitetti. In quella sede, spiegano i sindacati, era stata condivisa la volontà di predisporre un documento unitario da trasmettere al Ministero per sostenere il rilancio dello scalo jonico e affrontare le questioni occupazionali ancora aperte.
Secondo CGIL, CISL e UIL, però, il percorso concordato non sarebbe stato rispettato. Le segreterie territoriali riferiscono di aver chiesto la trasmissione della bozza del documento per poter formulare eventuali osservazioni e procedere a un invio condiviso, ma di non aver mai ricevuto il testo.
“Il nostro obiettivo – dichiara Giovanni D’Arcangelo, segretario generale CGIL Taranto – è rilanciare il porto attraverso il lavoro delle persone. Il 30 giugno abbiamo chiesto un confronto perché era necessario affrontare insieme il futuro dello scalo jonico e dare risposte concrete ai lavoratori.”
Il segretario della CGIL richiama in particolare la situazione dei 322 lavoratori ex TCT ancora in attesa di una prospettiva occupazionale.
“Abbiamo rivendicato – prosegue D’Arcangelo – la necessità di rilanciare le attività del porto, dove ci sono 322 lavoratori in attesa di riprendere il proprio percorso occupazionale. Sono persone che da tempo vivono una situazione di incertezza e per le quali abbiamo chiesto un impegno preciso da parte di tutti i soggetti istituzionali. A breve partirà il percorso di formazione professionale sul quale il sindacato si è fortemente impegnato, ma la formazione deve essere accompagnata da reali opportunità di lavoro.”
Tra le richieste avanzate durante il tavolo, anche quella di ottenere il riconoscimento dell’articolo 17 della legge 84 del 1994, ritenuto strategico per la gestione della manodopera temporanea nel porto.
“Abbiamo inoltre chiesto – aggiunge il segretario generale della CGIL Taranto – di lavorare insieme per ottenere l’autorizzazione ministeriale per il riconoscimento dell’articolo 17 della legge 84/1994, uno strumento fondamentale per organizzare la manodopera temporanea e creare condizioni favorevoli alla ripresa delle attività portuali.”
D’Arcangelo richiama inoltre le prospettive legate allo sviluppo della cantieristica navale e dell’eolico offshore.
“Sul tavolo – conclude D’Arcangelo – c’è anche il futuro della cantieristica navale, con le opportunità legate al decreto interministeriale MASE/MIT n.167/2025 e all’investimento di 28 milioni di euro per la realizzazione dell’hub dell’eolico offshore. Erano tutte richieste condivise che avrebbero dovuto portare alla sottoscrizione di un documento comune da inviare al Governo. Apprendere dai giornali che quel percorso è stato modificato rappresenta una scelta inspiegabile. Chiediamo il rispetto delle relazioni sindacali e degli impegni presi.”
Sulla stessa linea anche il segretario generale della CISL Taranto Brindisi, Antonio Baldassarre.
“Dopo la riunione alla presenza dell’Autorità Portuale, del sindaco e della Provincia ci aspettavamo un documento da condividere e inviare al Ministero. Questo non è avvenuto e non per responsabilità del sindacato. La difficoltà di affrontare insieme le questioni del territorio rischia di indebolire la capacità di ottenere risposte.”
Per il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, il confronto deve riguardare anche le altre partite aperte dello sviluppo portuale.
“Non possiamo assistere a percorsi separati mentre centinaia di lavoratori attendono risposte – afferma Oliva –. La vertenza ex TCT, la scadenza dell’Agenzia per il lavoro portuale e il futuro della cantieristica richiedono responsabilità e confronto. Anche il progetto dell’ex yard Belleli e il futuro insediamento di Cantieri di Puglia devono essere affrontati con una visione complessiva, evitando che opportunità importanti per l’occupazione del territorio rimangano bloccate.”
Le tre sigle sindacali chiedono quindi al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, di riprendere il percorso condiviso annunciato durante il tavolo del 30 giugno e di arrivare alla definizione di un documento unitario.
“Il futuro del porto di Taranto – concludono le organizzazioni sindacali – passa dalla capacità di mettere al centro il lavoro, la dignità delle persone e lo sviluppo del territorio. Gli impegni assunti devono essere rispettati e il confronto istituzionale deve tornare ad essere fondato su trasparenza e collaborazione.”
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