Milioni di euro programmati per il welfare ma mai trasformati in servizi per cittadini, anziani, persone con disabilità e famiglie in difficoltà. È la denuncia lanciata da Cgil, Cisl e Uil, che hanno analizzato l’andamento della spesa sociale nei diversi Ambiti territoriali della provincia di Taranto, evidenziando risorse non utilizzate e ritardi nell’erogazione di numerosi servizi socio-assistenziali.
Secondo i sindacati, i dati disponibili, seppur aggiornati in maniera disomogenea a causa della mancata convocazione dei tavoli di contrattazione sociale da parte di alcuni Comuni, mostrano una situazione comune: risorse economiche previste ma non spese, nonostante l’aumento delle fragilità sociali.
Nel mirino c’è innanzitutto l’Ambito sociale di Taranto. L’ultimo aggiornamento fornito risale al 31 dicembre 2023 e, secondo le organizzazioni sindacali, evidenziava oltre 6,6 milioni di euro di risorse non utilizzate rispetto alla programmazione.
Tra i dati segnalati figurano anche quasi 500 mila euro destinati agli interventi contro la povertà estrema che sarebbero rientrati nelle casse comunali senza essere impiegati, mentre sul territorio continuano a registrarsi lunghe liste d’attesa per l’assistenza domiciliare educativa, per l’Assistenza domiciliare integrata (ADI) agli anziani e per i servizi destinati alle persone con disabilità.
Criticità analoghe vengono evidenziate anche negli altri Ambiti territoriali della provincia.
A Manduria, secondo i dati illustrati dai sindacati, risultavano non impegnati circa 800 mila euro, con fondi destinati alla povertà estrema, al sostegno educativo scolastico, al “Dopo di noi” e agli interventi domiciliari del PNRR rimasti completamente inutilizzati.
Nell’Ambito di Ginosa, che comprende anche Laterza, Castellaneta e Palagianello, vengono segnalati oltre 860 mila euro di fondi comunali non spesi, ai quali si aggiungono circa 300 mila euro di finanziamenti esterni. Anche in questo caso, denunciano Cgil, Cisl e Uil, diversi capitoli di spesa destinati al contrasto della povertà, al sostegno educativo e ai servizi per le famiglie sarebbero rimasti fermi.
Per l’Ambito di Massafra, che comprende anche Mottola, Palagiano e Statte, il livello di spesa si attesterebbe al 66,9% delle somme programmate, con oltre 3,6 milioni di euro ancora disponibili. Tra gli esempi riportati dai sindacati figurano poco più di 6 mila euro spesi per il contrasto alla povertà estrema rispetto a oltre un milione programmato e nessuna spesa per il servizio di mediazione familiare.
Anche nell’Ambito di Martina Franca, che comprende Crispiano, le organizzazioni sindacali segnalano oltre due milioni di euro di fondi eterofinanziati ancora disponibili, oltre alle quote di compartecipazione comunale non utilizzate. Una situazione che, secondo la denuncia, si tradurrebbe nella forte riduzione dei servizi ADI e SAD, accessibili soltanto a nuclei familiari con ISEE particolarmente basso.
Particolarmente critica, secondo Cgil, Cisl e Uil, sarebbe infine la situazione dell’Ambito di Grottaglie, che comprende undici Comuni della provincia, dove i sindacati denunciano l’assenza di confronto con gli enti locali e il mancato aggiornamento dei dati sulla spesa sociale.
Le organizzazioni sindacali pongono inoltre l’attenzione sulle liste d’attesa per i servizi domiciliari nel capoluogo ionico, sostenendo che numerosi anziani e persone con disabilità attendano da mesi l’attivazione delle prestazioni assistenziali previste.
Per Cgil, Cisl e Uil il problema non riguarda la disponibilità delle risorse economiche, ma la capacità di trasformarle in servizi concreti. Per questo motivo annunciano l’avvio di una campagna di ascolto e mobilitazione in tutti i comuni della provincia nell’ambito della vertenza “Taranto è Italia”, coinvolgendo associazioni e cittadini per riportare il tema del welfare all’attenzione delle istituzioni.
Nel corso della conferenza stampa è stata inoltre resa nota la lettera di un padre di due bambini con gravi disabilità, che denuncia di non aver mai ottenuto il servizio di Assistenza domiciliare educativa richiesto per la propria famiglia. Nella missiva si legge: “Non chiediamo privilegi, ma il rispetto dei diritti fondamentali dei nostri figli e della nostra famiglia”.
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










