La diffida non avrebbe prodotto, finora, gli effetti sperati e tredici residenti del centro storico di Martina Franca si preparano adesso a percorrere la strada giudiziaria. Al centro della vicenda ci sono i disagi legati alla cosiddetta “malamovida”, denunciati da tempo da chi abita nelle zone maggiormente frequentate durante le ore serali e notturne.
A oltre un mese dall’invio dell’atto formulato dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, i firmatari lamentano di non aver ricevuto alcun riscontro dal Comune e sostengono che non siano state adottate misure concrete per contenere il fenomeno.
Le segnalazioni riguardano soprattutto piazza Maria Immacolata, piazza Plebiscito, via Cirillo e via Cavour. Secondo i residenti, la situazione sarebbe rimasta invariata rispetto ai mesi precedenti, nonostante le iniziative intraprese negli anni e i rilievi effettuati dall’Arpa.
Tra le criticità denunciate non c’è soltanto il disturbo provocato dal rumore. Alcuni cittadini riferiscono di aver avuto difficoltà persino a raggiungere le proprie abitazioni in automobile a causa di motocicli e minicar parcheggiati nelle strade della ZTL in modo da ostacolare il passaggio dei veicoli.
Particolarmente pesante sarebbe la situazione durante la notte. I residenti segnalano musica amplificata, DJ set, spettacoli dal vivo e casse acustiche utilizzate all’esterno dei locali, ai quali si aggiungerebbero urla, schiamazzi, assembramenti e, in alcuni casi, risse. Fenomeni che, secondo quanto denunciato, potrebbero protrarsi fino alle 4 del mattino e compromettere il riposo di chi vive nel centro storico.
La decisione di valutare un’azione giudiziaria sarebbe maturata durante una riunione tenuta dopo la scadenza dei 15 giorni concessi al Comune con la diffida. L’obiettivo dei residenti sarebbe quello di ottenere misure capaci di tutelare la salute e il diritto al riposo, oltre alla quiete pubblica e al pieno godimento delle proprie abitazioni, nonché il riconoscimento dei danni che sostengono di aver subito nel corso degli anni.
“È uno scontro che si sarebbe potuto evitare – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale ‘Dalla Parte del Consumatore’ – Sarebbe bastato che il Comune avesse adottato misure concrete, anche attraverso un sistema di controllo più serrato, volte a garantire il rispetto della normativa e, di conseguenza, la salvaguardia della quiete pubblica e dei diritti dei cittadini costituzionalmente garantiti, primo fra tutti il diritto alla salute”.
A determinare la scelta di procedere per vie legali, secondo il presidente dell’associazione, sarebbe stata anche l’assenza di una risposta alla diffida.
“Ciò, però, non è avvenuto ed i residenti sono, da un lato, esasperati per i danni e disagi che gli stessi subiscono, in modo continuativo, ormai da anni, dall’altro, profondamente delusi dal disinteresse mostrato dal Comune di Martina Franca nei confronti delle continue istanze, segnalazioni, denunzie degli stessi e, da ultimo, anche nei confronti della diffida alla quale non è stato dato alcun riscontro. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che ha inciso in modo determinante nella decisione assunta dai firmatari della diffida di agire in giudizio nei confronti dell’ente”.
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