Si allarga l’inchiesta dei Carabinieri della Stazione di Leporano sul tentativo di estorsione ai danni di un 43enne residente in un comune della provincia di Taranto. Dopo l’arresto in flagranza di un 23enne, le indagini hanno portato all’identificazione di altri due presunti complici.
La vicenda risale alla serata di sabato 11 luglio, quando la vittima ha denunciato il furto del proprio borsello, lasciato all’interno dell’autovettura. Al suo interno c’erano denaro, documenti personali e un telefono cellulare.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, poco dopo il furto il presunto autore avrebbe utilizzato proprio il cellulare appena sottratto per contattare il padre della vittima, chiedendo il pagamento di 150 euro in cambio della restituzione del borsello e del suo contenuto, mettendo in atto il cosiddetto “cavallo di ritorno”.
Ricevuta la denuncia, i militari dell’Arma hanno organizzato un servizio di osservazione nel luogo concordato per lo scambio del denaro. Al momento dell’incontro è scattato l’intervento dei Carabinieri, che hanno bloccato il 23enne e recuperato l’intera refurtiva, successivamente restituita al proprietario.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il giovane è stato posto agli arresti domiciliari.
Gli accertamenti sono proseguiti anche attraverso l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. L’attività investigativa ha consentito ai Carabinieri di ricostruire tutte le fasi della vicenda e di individuare altri due presunti partecipanti al furto.
Al termine delle indagini sono stati denunciati in stato di libertà un 21enne e un 15enne, entrambi del posto, ritenuti, allo stato degli accertamenti, presunti responsabili, in concorso con il 23enne già arrestato, dei reati di furto aggravato e tentata estorsione.
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










