l caso Frecciarossa riaccende il dibattito sull’isolamento ferroviario di Taranto. Il nuovo collegamento diretto tra Lecce e Napoli, salutato come un passo avanti per la mobilità del Mezzogiorno, ha riportato al centro una questione rimasta irrisolta: l’esclusione della città ionica dalle principali direttrici dell’Alta Velocità e l’incertezza sul futuro dei collegamenti con Roma e con il resto del Paese.
A intervenire è il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, che punta il dito contro la Regione Puglia e chiede il ripristino della convenzione necessaria a prolungare il servizio fino a Taranto.
“Sulla vicenda del Frecciarossa che continua a fermarsi a Metaponto è necessario fare chiarezza ed evitare inutili polemiche. La responsabilità è esclusivamente della Regione Puglia, che non ha voluto mettere a disposizione le risorse necessarie per confermare la convenzione che in passato coinvolgeva la Regione Basilicata e Trenitalia, consentendo il prolungamento del collegamento fino a Taranto.”
Secondo Iaia, la Puglia avrebbe scelto di non finanziare il collegamento, a differenza di quanto fatto da altre regioni del Sud.
“Mentre il Presidente della Regione Basilicata e il Presidente della Regione Campania hanno scelto di investire risorse proprie per garantire servizi ferroviari strategici ai cittadini e ai territori, la Regione Puglia è rimasta immobile, penalizzando Taranto e l’intera area ionica.”
Il parlamentare richiama anche il caso del Frecciarossa fino a Sapri, sostenuto dalla Regione Campania, e sottolinea come la linea Battipaglia-Potenza-Taranto sia tornata pienamente disponibile dopo gli interventi di potenziamento.
“Questa scelta è ancora più incomprensibile e inaccettabile oggi, dopo la conclusione dei lavori di potenziamento della linea ferroviaria Battipaglia–Potenza–Taranto. L’infrastruttura è tornata pienamente disponibile: se oggi il Frecciarossa si ferma a Metaponto non è per ragioni tecniche, ma esclusivamente perché la Regione Puglia non ha finanziato la convenzione necessaria a consentirne il prolungamento fino a Taranto.”
Da qui la richiesta al presidente della Regione Puglia e alla Giunta regionale di reperire le risorse necessarie per riattivare il servizio.
“Taranto merita di essere pienamente collegata alla rete dell’Alta Velocità e non può continuare a pagare il prezzo dell’inerzia della Regione Puglia. Chiedo al Presidente Decaro e alla Giunta regionale di assumersi le proprie responsabilità, reperire immediatamente le risorse necessarie e riattivare la convenzione con Trenitalia, restituendo ai cittadini un collegamento essenziale per lo sviluppo economico, turistico e sociale del territorio.”
Sul tema interviene anche Confcommercio Taranto, che attraverso il presidente Giuseppe Spadafino invoca un fronte comune tra rappresentanti parlamentari, istituzioni regionali e territoriali. Per l’associazione, l’esclusione di Taranto dalle direttrici veloci rischia di indebolire le prospettive di sviluppo del territorio proprio in una fase segnata da investimenti, progetti infrastrutturali e dalla preparazione ai Giochi del Mediterraneo.
“Non possiamo assistere in silenzio a scelte di politica della mobilità che penalizzano sistematicamente la nostra provincia, escludendola dalle grandi direttrici dello sviluppo passeggeri e merci”, dichiara Spadafino. “Il nuovo collegamento tra il Salento e la Campania dimostra che quando c’è la volontà politica, le distanze si accorciano. Tuttavia, dimenticare Taranto in questa equazione significa condannare un territorio di oltre mezzo milione di abitanti a un progressivo e ingiustificato isolamento strutturale.
È una contraddizione insanabile, specialmente in un momento storico in cui la Città è al centro di una imponente pianificazione strategica, sorretta da massicci investimenti pubblici e privati”.
Per Confcommercio, collegamenti ferroviari efficienti non rappresentano soltanto un tema di trasporto, ma una condizione essenziale per la competitività delle imprese, per il turismo e per il commercio di prossimità.
“Oggi Taranto ha le carte in regola per cambiare pelle”, prosegue Spadafino. “Gli investimenti destinati alla logistica retroportuale, alla blue economy, alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale e all’adeguamento infrastrutturale legato ai prossimi e imminenti grandi Giochi del Mediterraneo offrono finalmente le condizioni concrete per una reale diversificazione economica. Ma questa transizione non può compiersi nel vuoto. Come possono le imprese investire sulla diversificazione se i manager, i partner commerciali, i lavoratori e i visitatori impiegano ore a raggiungere la nostra città o sono costretti a continui cambi a causa di un sistema ferroviario inadeguato e privo di stabili collegamenti ad alta velocità con la capitale e con il resto d’Italia?”
L’associazione chiede l’apertura di un tavolo istituzionale permanente con Regione Puglia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, FS Italiane e Trenitalia.
“Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo istituzionale permanente che metta fine all’incertezza sul Frecciarossa per Roma, garantisca il mantenimento e il potenziamento dei servizi esistenti e definisca l’inclusione di Taranto nelle future programmazioni delle tratte veloci trasversali”, conclude Giuseppe Spadafino. “È necessario un fronte comune, forte e coeso tra istituzioni locali, rappresentanti parlamentari del territorio e forze sociali per rivendicare con forza il diritto alla mobilità dei nostri cittadini e del nostro sistema di imprese. Non permetteremo che Taranto venga isolata proprio alla vigilia della sua sfida più importante per il futuro”
Una lettura diversa, ma collegata allo stesso tema, arriva da Confartigianato Taranto. Il presidente Giovanni Palmisano invita ad andare oltre la polemica sul finanziamento del collegamento e a interrogarsi sulla capacità della città di rendere strutturalmente indispensabili le proprie infrastrutture.
“In queste ore – dichiara il presidente di Confartigianato Taranto, Giovanni Palmisano – il dibattito si è concentrato sulla richiesta di un contributo economico alla Regione per mantenere il collegamento. È un tema importante, sul quale ciascuna istituzione è chiamata a fare le proprie valutazioni. Ma come rappresentanza delle imprese sentiamo il dovere di porre una domanda diversa, forse più scomoda: perché una città come Taranto arriva, ancora una volta, a dover discutere della tenuta del suo principale collegamento ferroviario con la Capitale? Non crediamo alle letture semplicistiche e non pensiamo che questa vicenda possa essere ridotta a uno scontro tra istituzioni. Se un collegamento strategico finisce periodicamente al centro di discussioni sulla sua sostenibilità, significa che esiste un tema più profondo che riguarda la capacità del territorio di generare economia, lavoro, mobilità e sviluppo. Ed è su questo che dovremmo concentrare la nostra attenzione. Anche il mercato restituisce ogni giorno segnali sullo stato di salute di un territorio. Non sempre quei segnali ci piacciono, ma ignorarli sarebbe un errore.”
Per Confartigianato, il Frecciarossa è un indicatore della vitalità economica della città e della sua capacità di attrarre investimenti, competenze, turismo e nuove opportunità.
“Possiamo continuare a chiedere di mantenere un treno. Oppure possiamo creare le condizioni perché quel treno non possa più fare a meno di Taranto. È questa la differenza tra rincorrere un’emergenza e costruire una prospettiva.”
Palmisano richiama la necessità di una strategia unitaria che metta insieme porto, aeroporto di Grottaglie, università, turismo, sistema produttivo e collegamenti veloci.
“Abbiamo bisogno di una strategia che metta finalmente insieme infrastrutture, sviluppo economico e attrattività del territorio. Porto, aeroporto di Grottaglie, Alta Velocità, università, turismo e sistema produttivo non possono continuare a procedere come percorsi separati. Devono diventare parti di un unico progetto di crescita. Per troppo tempo abbiamo misurato lo sviluppo contando le risorse stanziate. È arrivato il momento di misurarlo contando le persone che scelgono di investire, lavorare, studiare, fare impresa e costruire il proprio futuro a Taranto. È questo il vero indica tore con cui valutare l’efficacia delle politiche di sviluppo.”
Il confronto resta aperto, mentre associazioni di categoria e rappresentanti politici chiedono che Taranto non venga esclusa dalle future programmazioni ferroviarie e che il collegamento veloce con la Capitale e con le altre direttrici strategiche venga messo al centro dell’agenda istituzionale.
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










