Cia Due Mari Taranto-Brindisi chiede alla Regione Puglia l’apertura urgente di un tavolo politico-tecnico con la Regione Basilicata per definire regole chiare e condivise sulla gestione della diga di San Giuliano, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico del comparto agricolo, in particolare nell’area tarantina.
La richiesta è stata formalizzata attraverso una lettera ufficiale inviata al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e, per conoscenza, al commissario del Consorzio Centro Sud Puglia Francesco Ferraro. Al centro dell’iniziativa c’è la necessità di ristabilire criteri certi per l’utilizzo dell’acqua e di definire con precisione i periodi di erogazione, nel rispetto della comproprietà dell’opera.
La diga di San Giuliano, pur trovandosi geograficamente in Basilicata, appartiene infatti per il 50 per cento all’ex Consorzio di Bonifica Stornara e Tara della provincia di Taranto. Una condizione che, secondo Cia Due Mari, impone alla Puglia un ruolo paritario nella gestione dell’infrastruttura e delle risorse idriche destinate ai territori agricoli pugliesi.
La questione viene considerata urgente per le ricadute dirette sulle aziende agricole, soprattutto durante la stagione estiva, quando il fabbisogno idrico delle colture raggiunge il livello più alto. Secondo la confederazione, le precedenti criticità gestionali ed economiche del disciolto consorzio di bonifica Stornara e Tara avrebbero favorito nel tempo uno squilibrio nella governance della diga, lasciando alla Regione Basilicata un controllo di fatto sull’erogazione dell’acqua verso la Puglia.
A preoccupare gli agricoltori sono le modalità con cui vengono regolati i flussi idrici, tra aperture e chiusure delle paratoie e razionamenti decisi senza una programmazione condivisa. Una gestione che, secondo Cia Due Mari, finisce per penalizzare i produttori pugliesi, costretti a subire decisioni assunte altrove su una risorsa considerata essenziale e spettante anche al territorio tarantino.
Per questo la confederazione sollecita il nuovo corso politico regionale a imprimere una svolta su un dossier ritenuto non più rinviabile. Cia Due Mari richiama anche gli impegni assunti durante l’ultima campagna elettorale regionale, quando il tema della gestione della diga e delle risorse idriche era stato indicato tra le questioni da affrontare in modo definitivo.
“La Puglia non può più assistere passivamente a questa situazione” affermano all’unisono presidente e direttore Cia Due Mari, Giannicola D’Amico e Vito Rubino, chiedendo che la Regione Puglia torni a esercitare un ruolo da protagonista paritaria nella gestione della diga di San Giuliano.
L’obiettivo indicato dalla confederazione agricola è duplice: da un lato ottenere regole certe e condivise con la Basilicata sull’utilizzo dell’acqua, dall’altro avviare una strategia di investimenti sulle infrastrutture idriche pugliesi, così da ridurre la dipendenza da decisioni esterne e valorizzare in modo più efficace le risorse annualmente destinate al territorio.
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