Non era un normale fine turno. L’ultima volante prima della pensione si è trasformata in uno dei momenti più intensi della carriera di un poliziotto del Commissariato di Manduria, grazie a una sorpresa organizzata dai suoi due figli, Graziana e Francesco, entrambi entrati sulle orme del padre Giovanni nella Polizia di Stato.
Mentre l’agente era ancora in servizio, la sala operativa della Questura di Taranto ha aperto il collegamento radio. Dall’altra parte, in un silenzio carico di emozione, sono arrivate le voci dei suoi figli: Graziana, in servizio alla Questura di Taranto, e Giovanni, in forza alla Questura di Roma. Un saluto speciale che ha unito idealmente tre città e tre divise appartenenti alla stessa famiglia.
Per prima ha preso la parola Graziana, che ha voluto parlare contemporaneamente da collega e da figlia.
“Caro papà, oggi si chiude un capitolo importante della tua vita. Dopo anni trascorsi al servizio dei cittadini, con dedizione, sacrificio e senso del dovere, arriva un momento meritato. Da collega conosco bene l’impegno che questa uniforme comporta, da figlia conosco ancora meglio l’uomo che c’è dietro di essa. Sei stato per me un esempio, non solo come poliziotto, ma soprattutto come padre. Mi hai insegnato il valore dell’onestà, del coraggio e del rispetto per gli altri. Indossare la stessa uniforme che hai indossato tu fino ad oggi è per me motivo di orgoglio immenso e sempre lo sarà. Oggi saluti il servizio attivo, ma non i valori che hai rappresentato ogni giorno. Quelli continueranno a vivere in te, in coloro che hanno avuto il privilegio di lavorare con te e soprattutto in me, che porterò avanti il tuo esempio e seguirò sempre i tuoi passi, che seppur diversi dai miei, saranno sempre i tuoi passi. Ti voglio bene papà.”
Subito dopo è stato Giovanni a prendere la parola, raccontando quanto il percorso professionale del padre abbia influenzato la scelta sua e della sorella.
“Ciao papà, non potevo assolutamente mancare in questo giorno importante. Oggi si chiude un grande capitolo della tua vita e so bene che questo ti provoca un senso di vuoto, perché solo chi indossa questa divisa sa quanto negli anni essa entra nel cuore e nell’anima di chi la serve. La disciplina, l’onore, il senso di abnegazione e la diligenza con cui hai svolto il tuo lavoro hanno fatto sì che entrambi i tuoi figli si innamorassero di questa divisa e divenissero membri della bellissima famiglia della Polizia di Stato. Grazie papà per quello che hai fatto da poliziotto e grazie per quello che fai ogni giorno da padre. Ad maiora per tutto quello che verrà. Buona pensione.”
Parole che hanno colto completamente di sorpresa il loro padre. Visibilmente commosso, ha faticato a trattenere l’emozione nel rispondere via radio.
“Che dire, tutto mi aspettavo meno che questo. Comunque il senso di vuoto non lo sentirò tanto, perché continuerete voi a farmi vedere la divisa che per tanti anni ho indossato. Adesso sono emozionato e non posso che ringraziarvi veramente di cuore. A voi figli che state continuando il mio percorso. Ringrazio tutti i colleghi e gli amici che in questi anni mi sono stati vicini, con i quali abbiamo collaborato, e ringrazio la Polizia di Stato che mi ha dato questa grande opportunità. Grazie a tutti. Vi saluto.”
Un passaggio di testimone simbolico e profondo, quello vissuto durante l’ultimo turno di servizio del poliziotto di Manduria. Una carriera che si conclude, mentre altre due proseguono, animate dagli stessi valori trasmessi in famiglia: senso dello Stato, spirito di servizio e amore per una divisa che, da oggi, continuerà a vivere anche attraverso i suoi figli.
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