L’acquisizione delle strade di Lido Azzurro al patrimonio comunale rappresenta un passaggio atteso da anni, ma non può essere considerata il punto di arrivo di una vicenda che si trascina da oltre quattro decenni. È quanto sostiene il Coordinamento cittadino del quartiere, intervenuto dopo l’approvazione degli atti da parte del Consiglio comunale.
I residenti riconoscono l’importanza dell’iter amministrativo appena concluso, ritenendolo indispensabile per il futuro sviluppo delle reti idrica e fognaria, ma invitano a mantenere alta l’attenzione sull’obiettivo finale, evitando facili entusiasmi.
“La vera festa la faremo quando a Lido Azzurro sarà finalmente possibile aprire un rubinetto e vedere scorrere acqua corrente nelle abitazioni e quando le famiglie potranno usufruire di una moderna rete fognaria”, afferma la coordinatrice Laura Musillo.
Nel documento viene ricordato come migliaia di cittadini convivano da oltre quarant’anni con l’assenza di servizi considerati essenziali nel resto del Paese. Una situazione che, secondo i residenti, non può più essere affrontata esclusivamente sul piano burocratico.
Tra i chiarimenti richiesti all’amministrazione comunale c’è quello relativo all’effettiva estensione delle strade acquisite e alla presenza, nell’elenco approvato, di alcune vie dove risulterebbero già presenti tratti della rete dell’acquedotto.
A preoccupare maggiormente è però lo stato di avanzamento dell’intervento. Secondo quanto riferito, al momento esisterebbe soltanto uno studio di fattibilità con una stima preliminare delle opere, mentre resterebbero ancora da affrontare le fasi di progettazione, autorizzazione e finanziamento.
Per questo viene chiesto a Comune di Taranto, Acquedotto Pugliese e Autorità Idrica Pugliese di rendere pubblico un cronoprogramma dettagliato, indicando tempi e scadenze per ogni fase dell’iter fino all’apertura dei cantieri.
Il timore espresso è che per vedere realizzate le infrastrutture possano essere necessari ancora diversi anni.
“Cinque anni significano altre generazioni costrette ad attendere ciò che nel resto d’Italia è considerato normale amministrazione.”
Pur apprezzando il passo avanti compiuto con l’acquisizione delle strade, i residenti ribadiscono che acqua e fognatura rappresentano diritti fondamentali e non interventi straordinari.
Il Coordinamento annuncia infine che continuerà a seguire da vicino ogni sviluppo della vicenda, riservandosi di promuovere iniziative di mobilitazione qualora il percorso non registrasse accelerazioni concrete.
“Se nel 2027 si arriverà concretamente all’apertura dei cantieri e all’avvio delle opere, saremo i primi a riconoscerlo; altrimenti saremo costretti ad attivare tutte le forme di mobilitazione e tutela democratica che riterremo necessarie.”
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