MONTEMESOLA – Il dottor Francesco Spada interviene pubblicamente sulla vicenda relativa al proprio incarico di medico di medicina generale a Montemesola, fornendo una ricostruzione dei fatti successiva alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Vito Punzi in una recente intervista.
Il professionista precisa innanzitutto che il numero dei pazienti assistiti nel comune di Montemesola sarebbe “significativamente superiore” alle 300 unità indicate pubblicamente.
Secondo quanto riferito dal medico, il 12 maggio scorso la Asl Taranto avrebbe recepito la determina regionale che disponeva la prosecuzione del suo incarico a favore degli assistiti già in carico. Pochi giorni dopo, il 19 maggio, Spada riferisce di aver ricevuto una comunicazione telefonica dalla direttrice del Dipartimento di Cure Primarie con la quale gli sarebbe stato richiesto il trasferimento dello studio medico a San Marzano di San Giuseppe, con la conseguente rinuncia agli assistiti di Montemesola e Grottaglie.
Nella stessa giornata, aggiunge il professionista, sarebbe stato notificato un provvedimento di revoca della proroga precedentemente concessa, motivato dalla prevista nomina di due nuovi medici nel territorio di Grottaglie. Revoca che, secondo la ricostruzione fornita da Spada, sarebbe stata superabile soltanto attraverso l’accettazione del trasferimento a San Marzano.
Nella risposta inviata all’azienda sanitaria, il medico sostiene di aver evidenziato alcune criticità della procedura, ritenendo che la tutela della continuità assistenziale dovesse rappresentare l’elemento prioritario. A suo giudizio, infatti, sarebbe stato preferibile consentire ai cittadini già seguiti da anni di continuare a rivolgersi al proprio medico di fiducia, evitando al contempo che i pazienti di San Marzano fossero affidati a un professionista destinato a permanere solo temporaneamente.
Il 20 maggio, prosegue il racconto, sarebbe arrivata una nuova determina con la quale la precedente revoca della proroga veniva attribuita a un “mero errore materiale”. Una motivazione che, secondo Spada, non avrebbe tuttavia chiarito la natura dell’errore, i presupposti giuridici che lo avevano determinato né le responsabilità amministrative connesse.
Nella nota il medico richiama inoltre la propria esperienza professionale maturata all’interno del Servizio sanitario pubblico. “Per quarantotto anni ho svolto la mia professione interamente nel Servizio Sanitario Pubblico, prendendomi cura della salute dei miei pazienti, accompagnandoli in molti dei momenti più importanti della vita e cercando di essere non soltanto un medico, ma una persona disponibile all’ascolto, alla comprensione e al sostegno.”
Spada si rivolge poi direttamente al sindaco di Montemesola, contestando l’affermazione secondo cui l’amministrazione comunale non sarebbe stata coinvolta nella vicenda. Il medico ricorda infatti un precedente episodio, avvenuto alcuni anni fa, quando venne disposto il blocco delle scelte in suo favore, sostenendo che anche in quella circostanza il Comune non avrebbe assunto una posizione sufficientemente incisiva nei confronti delle decisioni adottate dal Distretto sanitario di riferimento.
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