La vertenza Natuzzi torna al centro dell’attenzione politica regionale dopo le recenti novità emerse nel confronto avviato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A intervenire è la presidente della VI Commissione consiliare della Regione Puglia, Annagrazia Angolano, che ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla situazione occupazionale e sul futuro industriale dell’azienda.
Nelle ultime ore, infatti, si sono registrati nuovi sviluppi, tra cui la richiesta da parte di Natuzzi di accesso alla procedura di Composizione Negoziata della Crisi e la predisposizione di un protocollo da parte del Governo che dovrebbe essere discusso nel corso del prossimo incontro fissato per il 24 giugno.
“La priorità resta la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie”, sottolinea Angolano, evidenziando come la Regione abbia chiesto all’azienda la presentazione di un piano industriale capace di garantire salvaguardia occupazionale e prospettive di sviluppo nel lungo periodo.
La presidente della Commissione Lavoro non esclude la convocazione di una seduta dedicata alla vertenza alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo Di Sciascio, del presidente della Task Force Occupazione Leo Caroli, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dell’azienda, con l’obiettivo di acquisire aggiornamenti e approfondire il quadro della situazione.
Particolare preoccupazione viene espressa per le ipotesi di riorganizzazione produttiva che prevederebbero la concentrazione delle attività negli stabilimenti di Jesce 1 e Laterza e il trasferimento di una parte delle produzioni in Romania.
“Non possiamo che essere preoccupati per la decisione di concentrare la produzione nelle sedi di Jesce 1 e Laterza e la delocalizzazione di una parte della produzione in Romania, senza garanzie del ritorno in Italia”.
Da qui l’appello rivolto al Governo affinché continui a seguire la vertenza con la massima attenzione, individuando strumenti e soluzioni in grado di assicurare la tenuta occupazionale e offrire certezze alle migliaia di lavoratori coinvolti.
“Intanto, chiediamo al Governo un impegno chiaro per difendere i livelli occupazionali e le migliaia di famiglie che non hanno alcuna certezza per il futuro”.
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