La gestione degli arenili torna al centro del dibattito ambientale. A sollevare la questione è la LAC Taranto – Lega per l’Abolizione della Caccia, che esprime preoccupazione per il ricorso a trattori e mezzi meccanici utilizzati per la pulizia di diversi tratti di costa proprio nel periodo più delicato per la riproduzione di numerose specie protette.
Secondo l’associazione, nonostante le segnalazioni e gli appelli rivolti nei mesi scorsi alle amministrazioni comunali costiere da parte di associazioni ed enti impegnati nella tutela dell’ambiente, in alcune località si continuerebbe a intervenire sugli arenili con mezzi pesanti.
La LAC richiama le indicazioni dell’Ispra, che promuove modelli di gestione sostenibile delle spiagge e raccomanda particolare attenzione alla conservazione degli habitat naturali costieri, compresa la presenza della Posidonia oceanica spiaggiata.
Per gli ambientalisti, la pulizia meccanizzata può avere effetti negativi sugli ecosistemi dunali e sugli organismi che trovano rifugio lungo la costa, soprattutto durante il periodo della nidificazione.
Tra le specie maggiormente esposte ai rischi segnalati dall’associazione vi è il Fratino, piccolo trampoliere che depone le proprie uova direttamente sulla sabbia, rendendo i nidi particolarmente vulnerabili al passaggio di veicoli e mezzi meccanici.
Particolare attenzione viene richiamata anche sulla presenza della tartaruga marina Caretta caretta, che negli ultimi anni ha scelto con sempre maggiore frequenza le spiagge pugliesi per la deposizione delle uova.
L’associazione sottolinea inoltre il ruolo svolto dalla Posidonia oceanica nel contrasto all’erosione costiera e nella protezione degli arenili, evidenziando come la sua rimozione sistematica possa contribuire all’indebolimento delle difese naturali delle spiagge.
Nel documento viene affrontato anche il tema della presenza di cani lasciati liberi sulle spiagge naturali, che potrebbero accidentalmente compromettere aree di nidificazione o disturbare gli animali durante le fasi riproduttive.
Per questo motivo la LAC chiede ai Comuni costieri di sospendere l’utilizzo di mezzi meccanici nelle aree naturali più sensibili, adottare le indicazioni elaborate dall’Ispra per la gestione ecologica degli arenili, installare adeguata cartellonistica informativa e promuovere attività di monitoraggio dedicate alla tutela del Fratino e della Caretta caretta.
Secondo l’associazione, la conservazione della biodiversità costiera richiede un approccio sempre più orientato alla tutela degli equilibri naturali e alla valorizzazione degli ecosistemi che caratterizzano il litorale pugliese.
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