L’aggressione subita da un medico del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto ha suscitato reazioni dal mondo politico e sindacale, riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza degli operatori sanitari.
Tra i primi a intervenire è stato il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, che ha definito l’accaduto un episodio “gravissimo e inaccettabile”, esprimendo solidarietà al professionista coinvolto e all’intero personale sanitario impegnato quotidianamente nei reparti ospedalieri.
Secondo Iaia, le aggressioni ai danni di medici, infermieri e operatori della sanità rappresentano un attacco all’intero sistema sanitario e richiedono una risposta ferma da parte delle istituzioni.
“Si tratta di un fatto gravissimo e inaccettabile che colpisce professionisti che, spesso in condizioni difficili e con organici insufficienti, garantiscono il diritto alla salute della collettività”.
Il parlamentare ha inoltre ringraziato l’Arma dei Carabinieri per il tempestivo intervento, sottolineando l’importanza delle misure normative introdotte negli ultimi anni per contrastare le violenze nei confronti del personale sanitario.
Sul caso è intervenuta anche la FP CGIL Taranto, che ha espresso vicinanza al medico aggredito e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare il fenomeno attraverso interventi strutturali e organizzativi.
“Esprimiamo la nostra vicinanza al collega aggredito e a tutto il personale del reparto” dichiara Maria Teresa Coppola, coordinatrice dell’Area Dirigenza Medica e Sanitaria della FP CGIL Taranto. “Le aggressioni non possono essere considerate eventi inevitabili. Occorre intervenire sulle cause organizzative che alimentano tensioni e conflitti, attraverso un rafforzamento degli organici, una migliore organizzazione dei servizi e adeguati percorsi di prevenzione del rischio”.
Per il sindacato, il contrasto alle aggressioni non può limitarsi alle sole misure repressive, ma deve passare anche da investimenti in sicurezza, formazione e organizzazione dei servizi.
“La sicurezza degli operatori sanitari deve diventare una priorità attraverso investimenti strutturali. Servono presidi di sicurezza adeguati, percorsi dedicati per la gestione delle situazioni a rischio, formazione del personale, miglioramento dell’accoglienza e una maggiore presenza di figure di supporto. La prevenzione è la prima risposta che le istituzioni devono garantire” afferma la segretaria della FP CGIL Taranto, Cristina Fama.
La sigla sindacale chiede inoltre un confronto costante tra aziende sanitarie, organizzazioni dei lavoratori e istituzioni per costruire strumenti efficaci di tutela.
“Ogni aggressione contro un sanitario rappresenta una ferita per l’intero servizio pubblico” sottolinea il segretario generale della FP CGIL Taranto, Cosimo Sardelli. “Difendere chi lavora negli ospedali significa difendere il diritto alla salute di tutta la comunità”.
Sul tema, pur partendo da approcci differenti, sia il mondo politico sia quello sindacale convergono sulla necessità di garantire maggiore protezione agli operatori sanitari, sempre più spesso esposti a episodi di violenza durante l’esercizio delle proprie funzioni.
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