Trentacinque lavoratori pugliesi impiegati nei servizi di guardiania delle stazioni ferroviarie rischiano di perdere il posto dopo la decisione di Ferrovie del Sud Est di interrompere il contratto di appalto con le aziende incaricate del servizio. Di questi, sette operano in provincia di Taranto, tra le stazioni di Taranto-Galeso e Martina Franca.
A denunciare la situazione è la Filcams Cgil di Taranto, che parla di una scelta destinata ad avere pesanti ricadute occupazionali e sociali.
I lavoratori interessati svolgono attività di vigilanza e controllo nelle ore notturne, occupandosi della sorveglianza delle infrastrutture ferroviarie, della prevenzione di atti vandalici e del monitoraggio delle aree di stazione, spesso situate lontano dai centri abitati.
“Parliamo di lavoratori che garantiscono un servizio essenziale in condizioni spesso difficili e con retribuzioni molto basse”, afferma Daniele Simon, segretario generale della Filcams Cgil Taranto. “La decisione di rescindere l’appalto rischia di lasciare senza occupazione decine di famiglie in una fase già particolarmente complessa per il territorio”.
Secondo il sindacato, la cessazione dell’appalto coinvolge le province di Taranto, Brindisi, Lecce e Bari, interessando complessivamente 35 addetti.
“Non si tratta soltanto di una questione occupazionale – prosegue Simon – ma di una scelta che ha un forte impatto sociale. In territori già segnati da difficoltà economiche, perdere anche pochi posti di lavoro significa aggravare ulteriormente situazioni spesso precarie”.
La vertenza è ora approdata all’attenzione della Regione Puglia. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno già interessato Arpal Puglia e la Task Force regionale per l’occupazione, chiedendo l’attivazione di tutti gli strumenti utili alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
La richiesta è quella di applicare le clausole sociali previste nei cambi di appalto e di avviare un confronto istituzionale che coinvolga gli assessorati regionali ai Trasporti e al Lavoro.
“Il territorio non può permettersi di perdere neppure un posto di lavoro – conclude Simon –. Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti affinché si trovino soluzioni concrete per tutelare questi lavoratori e le loro famiglie”.
Scopri di più da Tarantini Time Quotidiano
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










