Un presunto traffico di droga, telefoni cellulari e dispositivi elettronici destinati ai detenuti della casa circondariale “Magli” di Taranto è al centro dell’operazione eseguita nelle prime ore di questa mattina dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Penitenziaria.
Su disposizione del Gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura jonica, sono state eseguite undici misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti, a vario titolo, presunti responsabili dei reati di accesso illecito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, spaccio di sostanze stupefacenti, corruzione e ricettazione.
Cinque indagati sono stati trasferiti in carcere – due dei quali già detenuti per altra causa -, altri cinque sono stati posti agli arresti domiciliari mentre per una persona è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto e condotta dalla Squadra Mobile insieme alla Polizia Penitenziaria, avrebbe fatto emergere un consolidato sistema di introduzione di hashish, cocaina, smartphone e microtelefoni all’interno dell’istituto penitenziario.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la gestione delle sostanze stupefacenti sarebbe stata affidata a tre detenuti appartenenti al circuito di media sicurezza che avrebbero ricavato ingenti profitti dalla vendita della droga all’interno del carcere, dove il valore delle sostanze risultava nettamente superiore rispetto al mercato esterno.
Per introdurre droga e dispositivi elettronici nella struttura, gli indagati si sarebbero avvalsi di una rete esterna composta da familiari, amici e presunti “dronisti”, incaricati di effettuare consegne tramite droni tecnologicamente avanzati fino alle finestre delle celle.
Nell’inchiesta compare anche un agente della Polizia Penitenziaria che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe favorito il gruppo in cambio di denaro.
L’agente era già stato arrestato nell’ottobre 2024 dopo il ritrovamento, all’interno della sua auto parcheggiata nel perimetro della casa circondariale, di circa 900 grammi di hashish, cocaina, smartphone e schede telefoniche.
Gli investigatori ritengono inoltre che i pagamenti da parte dei detenuti avvenissero attraverso bonifici, ricariche su carte prepagate intestate o utilizzate da familiari degli indagati e perfino tramite pacchetti di sigarette successivamente rivenduti.
Nel corso delle indagini la Squadra Mobile ha arrestato anche una coppia di Grottaglie trovata in possesso di circa un chilogrammo di hashish, una trentina di telefoni cellulari, schede telefoniche e un drone di grandi dimensioni.
Altri due presunti dronisti sono stati fermati nelle campagne vicine al carcere con hashish, cocaina, telefoni cellulari e caricabatterie.
Nel corso delle attività, il personale della Polizia Penitenziaria ha inoltre sequestrato circa 80 grammi di hashish nascosti negli spazi comuni della struttura penitenziaria.
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