Manduria sceglie la continuità del centrodestra e affida la guida della città a Domenico Sammarco, eletto sindaco al primo turno con 9.573 voti pari al 58,35% delle preferenze. Un risultato netto che consegna alla coalizione vincente una larga maggioranza in consiglio comunale con 15 seggi.
A sostenere Sammarco sono state le liste Azione con Calenda – UDC – Azione Civica Popolare, Fratelli d’Italia, Partito Liberal Democratico, Forza Italia-PPE, Noi Moderati-PPE, Lega e Democrazia Cristiana. Una coalizione ampia che ha prevalso con largo margine sugli avversari.
Alle sue spalle si piazza Vito Andrea Mariggiò con 2.875 voti, pari al 17,53% delle preferenze. La sua coalizione composta da “Mariggiò Sindaco”, “Città Più Manduria” e “Laboratorio Democratico” ottiene quattro seggi in consiglio comunale.
Più distaccati gli altri candidati sindaco. Cosimo Lariccia, sostenuto dal Movimento Manduria, raccoglie 1.431 voti pari all’8,72%. Stefania Ruggieri, candidata della coalizione composta da AVS, Demos, Partito Democratico, Rifondazione Comunista e Reti Civiche, si ferma a 979 voti con il 5,97%.
Seguono Ferdinando Arnò con 817 voti pari al 4,98% e Fabiana Rossetti, candidata del Movimento 5 Stelle, con 730 voti pari al 4,45%.
Per quanto riguarda la composizione del consiglio comunale, oltre ai 15 seggi della coalizione vincente, quattro seggi vanno alla coalizione guidata da Mariggiò, mentre i candidati sindaci non eletti Lariccia, Ruggieri, Arnò e Rossetti entreranno tra i banchi dell’opposizione.
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