La gestione del tributo speciale sui rifiuti finisce al centro del dibattito politico nel corso del comizio della lista numero 2 Oltre. A sollevare la questione è il candidato consigliere Maurizio Romanazzo, che punta il dito contro l’amministrazione uscente parlando di mancate comunicazioni dei dati alla Regione Puglia e delle conseguenze dirette sulle tasse pagate dai cittadini.
Romanazzo ha richiamato la recente determina regionale sull’ecotassa, spiegando come funzioni il meccanismo: il tributo speciale viene calcolato in base alla quantità di rifiuti indifferenziati conferiti in discarica o inceneritore e si riduce al crescere della percentuale di raccolta differenziata. “Più differenziata si fa, meno si paga”.
Da qui l’affondo: “Noi tutti ci aspetteremmo che, nonostante i risultati sbandierati, dovremmo pagare meno, ma non è così. Nonostante i risultati, anziché pagare 2 euro a tonnellata, ne paghiamo 6: tre volte il minimo. Sapete perché? Perché i dati il Comune di Montemesola non li ha mai comunicati alla Regione Puglia”.
Secondo quanto sostenuto dal candidato, non si tratterebbe di un caso isolato: “Non è il primo anno che capita, è successo tre anni fa. L’opposizione ha fatto presente questa cosa e gli uffici hanno mandato il dato per il tributo giusto. Ma l’errore è stato commesso ancora, anche quest’anno. Come potete dire di abbassare la Tari se non comunicate i dati?”.
Un’accusa che, se confermata, inciderebbe direttamente sul calcolo del tributo, come emerge anche dalla determina regionale, che prevede aliquote diverse proprio in base ai livelli di raccolta differenziata e ai dati trasmessi dai Comuni.
Nel corso dell’intervento, Romanazzo ha poi rivolto un passaggio alla stampa, chiamando in causa chi scrive e sostenendo la propria disponibilità a fornire contributi informativi “così da poter fare anche giornalismo d’inchiesta oltre agli editoriali o articoli di cronaca sui commenti di facebook”, aggiungendo che il problema sarebbe una presunta distanza di simpatie tra la lista Oltre e la stampa.
A chiusura, è doveroso precisare che i contributi, da qualsiasi parte provengano, sono sempre ben accetti, così come le voci e gli argomenti che possono contribuire a informare i cittadini. Questo, tuttavia, non è giornalismo d’inchiesta.
Quanto al presunto “antipatico” rapporto, non risponde al vero. Semmai, a guardare i fatti, sembrerebbe il contrario. Se davvero ci fosse stata una preclusione, non sarebbe stato rivolto alcun invito in redazione ai candidati, proprio per permettere di conoscerli e conoscerci, al di là di preconcetti e posizioni politiche anche profondamente divergenti.
Va inoltre ricordato che, negli anni, nessuna delle opposizioni si è mai rivolta alla redazione per segnalare o denunciare situazioni specifiche. Non è mai stata posta alcuna chiusura nei confronti di nessuno, anzi.
Un principio che questa testata ha sempre mantenuto, anche in passato, quando proprio dando voce a Romanazzo, allora all’opposizione, e riportando un caso da lui sollevato in consiglio comunale, la sottoscritta si è ritrovata coinvolta in un’indagine per diffamazione, fortunatamente conclusasi con esito positivo.
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