Dopo l’uccisione di Bakary Sako a Taranto, arrivano interventi dal mondo politico e sindacale, tra apprezzamenti per l’attività investigativa e richieste di interventi sul piano sociale.
“L’individuazione in poche ore dei presunti responsabili dell’omicidio di Bakary Sako rappresenta un importante risultato investigativo che merita il plauso di tutti. Rivolgo le mie congratulazioni alla Polizia di Stato, alla Squadra Mobile di Taranto, agli investigatori e alla magistratura per il lavoro rapido, serio e puntuale svolto sin dalle prime ore successive al delitto. La brutale uccisione di un uomo che stava andando a lavorare scuote profondamente la comunità tarantina e impone una riflessione seria sul crescente disagio sociale e sul coinvolgimento di giovanissimi in episodi di estrema violenza. Confidiamo che venga fatta piena luce sulla vicenda e che siano accertate tutte le responsabilità. Lo Stato dimostra ancora una volta di esserci, grazie al lavoro quotidiano delle forze dell’ordine impegnate nella tutela della sicurezza dei cittadini. Alla famiglia di Bakary Sako va il mio pensiero e la mia vicinanza in questo momento di grande dolore”.
Lo dichiara Giovanni Maiorano, parlamentare di Fratelli d’Italia.
Rifondazione Comunista esprime profondo cordoglio per l’uccisione di Bakari Sako.
“Un fatto gravissimo che interroga tutta la città, a fronte del quale sentiamo il dovere di esserci e di aderire al presidio promosso dalle associazioni cittadine giovedì 14 maggio dalle ore 17:30 in Piazza Fontana, per affermare che violenza, razzismo e odio non possono avere spazio in questa città”.
“Quanto accaduto richiama anche la necessità di affrontare con serietà e responsabilità le condizioni di marginalità e devianza che attraversano la Città Vecchia – e non solo -, terreno fertile in cui cresce il razzismo propagandato dal Governo. Quando, invece, servirebbero politiche sociali, inclusione e presidi reali dello Stato, e non “decreti sicurezza””.
“E nostro malgrado registriamo anche l’indecente silenzio del Sindaco di Taranto, che su una vicenda così drammatica non ha ritenuto di spendere nemmeno una parola”.
Intervento anche della Uil di Taranto attraverso il coordinatore territoriale Gennaro Oliva:
“In questi giorni è successa una tragedia che mi ha profondamente colpito. Un giovane, venuto dal suo paese in cerca di un futuro migliore, è stato ucciso da un gruppo di ragazzi. Io sono sempre stato e sarò sempre dalla parte di queste persone, che arrivano da terre martoriate per cercare rispetto e dignità. Il mio pensiero non cambierà mai: ogni persona, quando arriva qui, ha il diritto di essere rispettata come essere umano, in una società civile come la nostra. E purtroppo, come sempre, ci sono i finti moralisti, che parlano solo in base alle esigenze del momento, senza mai fare i conti con la realtà delle vite di queste persone”
“La morte di Bakari – continua Oliva – non può e non deve essere derubricata a semplice caso di cronaca nera. L’aggressione mortale scaturita nel cuore della Città Vecchia mette in luce il profondo disagio sociale che avvelena le periferie urbane e i quartieri più a rischio di Taranto. La violenza espressa da questa baby gang è anche il sintomo di un vuoto educativo, di una rabbia generazionale e di un impoverimento generale che la UIL denuncia da tempo. Quando la politica non si assume le proprie responsabilità e si limita agli annunci, il tessuto economico si disgrega, lasciando indietro i più fragili: da un lato i giovani tarantini senza prospettive che scivolano nella criminalità, dall’altro i lavoratori stranieri che diventano facili bersagli di frustrazioni collettive. La UIL di Taranto ribadisce il suo impegno a presidiare i luoghi dove i diritti e la dignità umana vengono calpestati, chiedendo alle istituzioni di smettere di rincorrere le emergenze e di iniziare finalmente a curare le ferite sociali di questa città”.
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