Interventi istituzionali e sindacali dopo l’uccisione di Bakary Sako, il lavoratore morto mentre si recava al lavoro a Taranto. Il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera e il segretario generale della Cgil ionica Giovanni D’Arcangelo sono intervenuti pubblicamente, soffermandosi anche sui messaggi comparsi sui social nelle ore successive al fatto.
“Di fronte a una tragedia così drammatica – ha dichiarato il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera – non possiamo restare in silenzio davanti al dilagare di odio, razzismo e disumanità apparsi sui social network. Parole vergognose che offendono non solo la memoria di Bakary Sako, ma anche i valori di civiltà, solidarietà e rispetto che appartengono alla nostra comunità”. Scalera ha ricordato la figura della vittima e ha sottolineato la necessità di accertare i fatti: “Venga fatta piena luce sull’accaduto – ha concluso Scalera – siano assicurati i responsabili alla giustizia. Rinnovo, nel contempo, la mia vicinanza alla famiglia di Bakary Sako e a tutti coloro che oggi chiedono verità, giustizia e rispetto per la sua memoria.”
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della Cgil di Taranto, Giovanni D’Arcangelo, che ha richiamato il contesto sociale in cui si inserisce l’episodio: “Sabato scorso a Taranto è stato ucciso un uomo, Bakary Sako, un altro lavoratore morto sul lavoro. Era un membro di questa comunità, lavorava, pagava le tasse, rispettava la legge”. D’Arcangelo ha evidenziato criticità legate al territorio: “Anche in questo caso, non serve il cordoglio e la solidarietà, servono le azioni concrete.”
Il rappresentante sindacale ha poi collegato l’accaduto a un quadro più ampio di tensione sociale: “L’agguato in cui è morto Bakary Sako alcuni giorni fa è la terra emersa di un disagio più profondo – commenta ancora D’Arcangelo – di un fenomeno crescente di disagio giovanile e non solo”. Infine, l’appello alle istituzioni: “Come CGIL territoriale conosciamo benissimo il tema del lavoro bracciantile, lo stesso che svolgeva con grande rigore e dignità Bakary Sako – termina D’Arcangelo – e per questo ci rivolgiamo agli organi istituzionali affinché aprano finalmente, con tutte le parti rappresentative del territorio, la vertenza Taranto in maniera più estesa e coordinata”.
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