La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due uomini di 46 e 41 anni, entrambi tarantini e con precedenti, ritenuti presunti responsabili di rapina aggravata in concorso.
Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Taranto su richiesta della Procura, riguarda due episodi avvenuti lo scorso settembre ai danni di supermercati del capoluogo, oltre a un tentato furto in un centro benessere.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 13 settembre due soggetti, a bordo di uno scooter bianco e con il volto coperto da maschere di carnevale, avrebbero fatto irruzione in un supermercato armati, facendosi consegnare il registratore di cassa contenente circa 650 euro.
Cinque giorni dopo, con lo stesso modus operandi, avrebbero messo a segno un secondo colpo in un altro punto vendita cittadino, portando via una somma di poco inferiore ai 500 euro.
Le indagini, condotte dal personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sotto il coordinamento della Procura, si sono basate anche sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle diverse zone della città. Gli accertamenti hanno consentito di risalire alla targa dello scooter utilizzato durante le rapine e di identificare i due presunti autori.
Le successive perquisizioni domiciliari hanno permesso di raccogliere ulteriori elementi a loro carico. Nel corso degli accertamenti, gli agenti hanno recuperato gran parte degli indumenti utilizzati durante i colpi, alcuni dei quali riconoscibili per la presenza di marchi ben visibili.
Gli investigatori hanno inoltre rinvenuto lo scooter impiegato per le rapine, nascosto in un garage nella disponibilità dell’ex convivente di uno dei due indagati.
Dalle indagini è emerso anche un tentativo di furto, risalente al mese di agosto, in un centro benessere, fallito grazie all’attivazione del sistema di allarme.
I due uomini sono stati rintracciati dai poliziotti presso le rispettive abitazioni e, al termine delle formalità di rito, sono stati condotti nella casa circondariale di Taranto.
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