Il tema del rapporto tra istituzioni e sport torna al centro del dibattito a Taranto dopo le dichiarazioni della vicepresidente della Prisma Volley. A intervenire è la consigliera comunale F. Bianca Boshnjaku, che invita a una riflessione più ampia sul sistema sportivo cittadino.
“Le parole della vicepresidente della Prisma Taranto non possono essere archiviate come un semplice sfogo. Sono, piuttosto, il segnale chiaro di una difficoltà strutturale che riguarda l’intero sistema sportivo cittadino”.
Secondo la consigliera, le criticità evidenziate da una realtà che ha rappresentato la città ai massimi livelli della pallavolo nazionale non possono essere considerate episodiche.
“Quando una società che ha rappresentato Taranto ai massimi livelli della pallavolo nazionale, fino alla Superlega, parla di incertezza, di mancanza di interlocuzione e di difficoltà logistiche, è doveroso fermarsi e riflettere. Non per alimentare polemiche, ma per costruire risposte”.
Nel suo intervento, Boshnjaku sottolinea il valore dello sport di vertice per il territorio.
“Lo sport di vertice non è un lusso. È un patrimonio. È identità, visibilità, economia, partecipazione. È il modo più immediato con cui una città racconta se stessa fuori dai propri confini”.
Un ragionamento che si allarga anche ad altre realtà sportive cittadine.
“Accanto alla vicenda della Prisma, pesa ancora il silenzio che ha accompagnato la scomparsa del CUS Taranto nel basket, una realtà storica che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per lo sport cittadino e che oggi non è più presente nei campionati nazionali. Un segnale che non può essere ignorato”.
Per la consigliera, il nodo centrale è la necessità di un nuovo approccio tra istituzioni e società sportive.
“È evidente che serva un salto di qualità nel rapporto tra istituzioni e società sportive, soprattutto quelle che portano il nome della città ai livelli più alti. Non si tratta di privilegi, ma di riconoscere il valore strategico dello sport di eccellenza e accompagnarlo con strumenti adeguati: le certezze sugli impianti, tempi amministrativi chiari, interlocuzioni costanti”.
Particolare attenzione viene rivolta al tema delle strutture sportive.
“In particolare, la questione delle strutture, a partire dal PalaMazzola, non può rimanere sospesa. Le società hanno bisogno di programmare, e senza programmazione non esiste competitività”.
Infine, l’appello a un cambio di metodo.
“Per questo è necessario aprire una fase nuova, basata su ascolto, presenza e responsabilità condivisa. Una fase in cui le istituzioni siano percepite non come distanti, ma come alleate. Sostenere le società che competono ai massimi livelli significa investire nel futuro della città. È una scelta politica, ed è una scelta che vale la pena fare”.
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