Una segnalazione formale sulle condizioni di lavoro degli infermieri in servizio nella Casa circondariale di Taranto è stata indirizzata al prefetto Ernesto Liguori dal presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, Pierpaolo Volpe, dopo aver raccolto diverse testimonianze tra il personale.
“In questi giorni ho ascoltato diversi colleghi i quali mi hanno rappresentato una situazione che non è degna di un paese civile e di una medicina penitenziaria rispettosa dell’operato dei professionisti sanitari”.
Tra le criticità evidenziate emerge l’assenza di spazi adeguati per il personale sanitario, costretto a gestire il cambio degli indumenti da lavoro fuori dalla struttura. “Gli infermieri della Casa circondariale di Taranto non dispongono di spogliatoi per indossare e dismettere gli indumenti da lavoro e sono quindi costretti a vestirsi e svestirsi al proprio domicilio e a lasciare gli effetti personali in auto, in quanto per scelta della struttura carceraria sono stati privati di spazi utilizzabili per queste finalità”.
Ulteriori preoccupazioni riguardano la gestione delle attività sanitarie quotidiane, in particolare la distribuzione delle terapie. “Ma cosa ancora più grave, in quanto legata alla sicurezza e incolumità del personale sanitario, è che al momento della somministrazione della terapia un solo infermiere e un solo agente gestiscono la fila di oltre 30 detenuti, con il verificarsi molto spesso di episodi critici per via degli animi accesi”.
Nel documento viene sottolineata anche la mancanza di interventi da parte della dirigenza sanitaria. “È inaccettabile che, nel totale silenzio della Dirigenza ASL, il personale sanitario venga trattato al limite della decenza con lesione anche della dignità umana e professionale”.
Le condizioni degli ambienti interni vengono descritte come inadeguate, con spazi operativi ritenuti insufficienti. “Gli spazi dedicati al personale sanitario per le attività professionali sono angusti in quanto verosimilmente ex celle e costringere lo stesso personale a indossare e dismettere gli indumenti da lavoro al proprio domicilio calpesta non solo la dignità, ma anche le più elementari norme di sicurezza per gli operatori sanitari”.
A fronte di quanto segnalato, è stata avanzata la richiesta di un confronto istituzionale per affrontare le criticità. “Per queste ragioni ho chiesto al Prefetto di Taranto un incontro e l’insediamento di un tavolo istituzionale, ma su quanto denunciato non arretrerò di un millimetro a tutela del decoro professionale degli infermieri stessi anche interessando il Ministero competente”.
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