Una piattaforma unitaria per rilanciare il territorio ionico e aprire una nuova stagione di confronto sulle emergenze economiche, sociali e occupazionali della provincia. È stata presentata a Taranto la proposta “Taranto è Italia”, documento condiviso da CGIL, CISL e UIL nel corso di un attivo rivolto a delegate, delegati e rappresentanti istituzionali.
Il progetto nasce dall’analisi di un territorio segnato da crisi industriali, calo demografico, precarietà occupazionale, difficoltà ambientali e assenza di una programmazione strutturata sullo sviluppo. Secondo i sindacati confederali, le criticità non riguardano più soltanto gli indicatori economici ma investono il tessuto sociale, la qualità della vita e la fiducia nel futuro.
Nel documento viene evidenziato come negli ultimi quindici anni oltre 37mila persone abbiano lasciato Taranto, con una previsione di ulteriore riduzione della popolazione di circa mille unità all’anno.
All’interno della piattaforma trovano spazio le principali vertenze del territorio: dalla crisi della mitilicoltura alle difficoltà del comparto industriale e manifatturiero, passando per il porto, il settore agricolo, i contact center e la grande industria siderurgica.
Particolare attenzione viene dedicata allo stabilimento ex Ilva, definito dai sindacati come una delle sfide decisive per il futuro della città. Nel documento si sottolinea la necessità di una forte presenza dello Stato per governare il processo industriale e tutelare i lavoratori.
Ampio spazio anche ai temi della sicurezza sul lavoro, dell’aumento delle malattie professionali, delle difficoltà del commercio locale e della precarietà che interessa i settori della cultura e del turismo.
Tra le criticità segnalate figurano inoltre il ridimensionamento del welfare territoriale, le carenze della sanità di prossimità e la riduzione degli investimenti in scuola e università.
“E in questo inverno economico attraversiamo la crisi con il 24% della popolazione tarantina over 65 anni e con una sanità di prossimità da inverno sociale. Ecco perché è la stagione giusta per la nascita di una vera e propria costituente per lo sviluppo, una nuova ‘Vertenza Taranto’”, ha dichiarato Giovanni D’Arcangelo nel corso della relazione introduttiva.
“Più che una piattaforma, quella presentata oggi è un vero grido d’allarme alle istituzioni: Taranto non può più aspettare”, ha affermato Gennaro Oliva, sottolineando la necessità di riprogrammare l’economia del territorio e utilizzare in modo efficace le risorse disponibili, in particolare quelle destinate al porto.
“In un contesto storico che vede Taranto e l’intero territorio ionico stretti tra le note criticità occupazionali, produttive, sociali, ambientali, infrastrutturali ed una visione condivisa di futuro che stenta ancora a delinearsi, il sindacato confederale rilancia oggi una proposta vertenziale aperta”, ha dichiarato Antonio Baldassarre, evidenziando il ruolo della partecipazione e della corresponsabilità tra istituzioni, forze sociali e associazioni per costruire nuove prospettive di sviluppo.
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