È stata presentata questa mattina, in piazzetta dei Caduti di tutte le guerre, la lista civica “Montemesola Oltre” con Donato Alba candidato sindaco alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
Ad aprire l’incontro è stato il giovanissimo Alberto Coro, 18 anni, figlio del candidato Antonio Coro. Un intervento deciso e maturo, nel quale ha richiamato il ruolo delle nuove generazioni nella vita politica e amministrativa della comunità.
Con una dialettica incisiva e una forte partecipazione emotiva, Alberto Coro ha spiegato quanto sia importante coinvolgere i giovani nei progetti politici che riguardano il territorio, sottolineando come le nuove generazioni non rappresentino soltanto “il futuro”, ma possano contribuire concretamente già nel presente.
Un intervento che ha fatto da introduzione anche alla candidatura del più giovane della lista, Giuliano Pio Fumarola, che ha spiegato di voler scendere in campo per dare voce ai ragazzi del paese.
Secondo Fumarola, i giovani hanno bisogno non solo di spazi di aggregazione, ma anche di partecipazione attiva e ascolto all’interno della vita pubblica.
Molto energico anche l’intervento del candidato sindaco Donato Alba, che ha impostato il proprio discorso sui temi del confronto, dell’ascolto e della cultura.
Alba ha parlato della necessità di recuperare la memoria storica del paese attraverso un contenitore culturale accessibile alla comunità e ha rivolto un augurio di buon lavoro anche alla squadra avversaria, estendendo l’“in bocca al lupo” soprattutto alla propria lista.
Nel corso della presentazione, tutti i candidati hanno raccontato motivazioni e obiettivi della loro scelta politica.
Tra gli interventi più significativi quello di Carmela Testa, che ha affrontato il tema delle diverse appartenenze politiche presenti all’interno della lista.
“Basta parlare del passato e dei debiti – ha detto Testa – bisogna anche vedere perché quei debiti sono stati fatti. Il passato è un capitolo chiuso, ora bisogna andare oltre”.
Testa ha sottolineato come ciascun componente mantenga la propria identità politica – “chi di destra e chi di sinistra” – ma abbia scelto di mettere da parte le appartenenze per costruire un progetto comune per Montemesola.
Francesco Trivisano ha invece replicato alle critiche rivolte alla lista, definita da alcuni un “minestrone”.
Utilizzando la metafora dell’agricoltore, ha spiegato che in un minestrone ogni ingrediente contribuisce al valore complessivo del piatto, trasformando così la critica in un punto di forza legato alla pluralità di esperienze presenti nella squadra.
Il musicista Michele Santoro ha richiamato l’importanza della cultura e della tradizione bandistica del paese, mentre Annamaria Convertino e Rosita Fornaro hanno parlato della volontà di ascoltare e servire la comunità.
Più politico e diretto l’intervento di Daniele Fornaro, che ha criticato l’operato dell’amministrazione uscente e di chi governa il paese dal 2010.
“Hanno fatto ordinaria amministrazione, intercettato qualche fondo, ma niente di più. Non c’era visione”, ha dichiarato.
Molto apprezzato anche l’intervento di Michele Trivisano, che ha raccontato di provenire da una famiglia con sensibilità politiche differenti – “un nonno comunista e uno democristiano” – spiegando di aver imparato il valore del rispetto e del dialogo oltre le appartenenze.
Un passaggio nel quale ha invitato a superare etichette e divisioni sociali, aprendo il confronto con tutti.
A chiudere la presentazione è stato Raffaele Sgobio, che ha ribadito la fiducia nel cambiamento e nella possibilità di costruire una nuova fase politica per Montemesola.
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