Il Tribunale del Lavoro di Taranto ha riconosciuto la sussistenza di una condotta antisindacale da parte del Ministero della Cultura – Museo Archeologico Nazionale di Taranto. La decisione è stata emessa dal giudice Miriam Fanelli con decreto ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori.
Il procedimento era stato avviato dalla ex UIL PA Taranto, oggi confluita nella UIL FP, attraverso il coordinatore della Cultura UIL FP Francesco Villani, assistito dall’avvocato Mario Soggia.
Al centro del ricorso l’esclusione del sindacato dalla fase di verifica e attuazione di un accordo integrativo firmato nel novembre 2024 e successivamente modificato unilateralmente dall’amministrazione nel luglio 2025.
Con il provvedimento il giudice ha disposto la cessazione immediata dei comportamenti ritenuti illegittimi e la rimozione degli effetti prodotti dalle modifiche apportate all’accordo.
Soddisfazione per la pronuncia è stata espressa dal segretario generale della UIL FP Taranto Giovanni Maldarizzi.
“Questa pronuncia assume un valore che va ben oltre il caso concreto – ha dichiarato Maldarizzi – poiché il Tribunale ha affermato un principio fondamentale: non è consentito alle amministrazioni pubbliche gestire unilateralmente processi che incidono su diritti economici e organizzativi dei lavoratori, escludendo il sindacato o svuotandone il ruolo”.
Secondo il segretario della UIL FP, la decisione rafforza il principio della partecipazione sindacale nelle pubbliche amministrazioni.
“La partecipazione sindacale – prosegue il segretario generale della UIL FP Taranto – non è un adempimento formale, ma una garanzia sostanziale di trasparenza, equilibrio e correttezza. Quando viene meno il confronto, si altera l’intero sistema delle relazioni sindacali. Il Giudice ha riconosciuto che anche una sola esclusione, se inserita in un contesto più ampio, può produrre effetti duraturi e limitare concretamente la libertà sindacale. Si tratta di un passaggio di grande rilievo, perché riafferma il valore della continuità del confronto e il rispetto degli accordi già sottoscritti”.
“Continueremo a vigilare – ha concluso Maldarizzi – affinché tali principi trovino piena attuazione, nell’interesse dei lavoratori e della legalità amministrativa”.
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