“Oggi, in occasione della Giornata Internazionale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro istituita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, a Taranto non abbiamo nulla da celebrare. Abbiamo solo vite da piangere, famiglie distrutte a cui dare risposte e una strage continua che deve essere fermata”.
A parlare è il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, che richiama l’attenzione sulle tragedie avvenute nei primi quattro mesi dell’anno e sulle criticità legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Non possiamo derubricare queste tragedie a semplici fatalità – incalza Oliva –. In meno di cento giorni abbiamo perso tre giovani lavoratori, tre figli di questa terra usciti di casa per guadagnarsi da vivere e mai più tornati”.
Nel suo intervento vengono ricordati gli incidenti che hanno coinvolto Claudio Salamida, morto il 12 gennaio nello stabilimento ex Ilva, Loris Costantino, deceduto il 2 marzo durante attività nell’area agglomerato del siderurgico, e Roberto Di Ponzio, vittima il 13 aprile di un incidente avvenuto nel cimitero di San Brunone durante lavori di manutenzione.
“Il siderurgico continua a rappresentare la più grande ferita aperta per il nostro territorio, dimostrando che i problemi di equilibrio tra produzione, manutenzioni e sicurezza non sono ancora risolti. Ma la morte di Roberto ci ricorda che il rischio è ovunque, anche nei cantieri urbani e negli appalti di manutenzione”.
La UIL evidenzia inoltre come il quadro locale sia in controtendenza rispetto ai dati nazionali Inail, che registrano una diminuzione dei decessi sul lavoro, mentre nel Tarantino permane una situazione critica. Preoccupano anche l’aumento delle denunce di infortunio e la crescita delle malattie professionali.
“Questa giornata non deve ridursi a una stanca liturgia o a una sfilata di buoni propositi – conclude Gennaro Oliva –. Alla politica locale e nazionale, agli organi ispettivi come lo Spesal e l’Ispettorato del Lavoro, chiediamo un potenziamento immediato degli organici per intensificare i controlli preventivi, non solo quando la tragedia si è già consumata. Alle aziende ribadiamo che la sicurezza non è un costo da tagliare, ma il primo investimento da garantire. Come UIL Taranto non faremo sconti a nessuno: continueremo a presidiare i luoghi di lavoro, a esigere il rispetto delle normative e a lottare affinché il diritto al lavoro non si trasformi mai più in una condanna a morte. Taranto ha bisogno di scelte straordinarie, perché la normalità, oggi, evidentemente non basta”.
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