Si è svolto presso il Dipartimento Jonico dell’Università di Bari il quarto laboratorio del percorso partecipativo dedicato al Mar Piccolo, inserito nel progetto “Nuovi approcci partecipativi per la tutela e valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto”. L’incontro ha confermato il ruolo del confronto pubblico come strumento di analisi e condivisione di visioni sul futuro di un’area centrale per l’identità e il paesaggio cittadino.
Il laboratorio, intitolato “Verso la Comunità Patrimoniale del Mar Piccolo. Esperienze e pratiche della Convenzione di Faro”, ha rappresentato una tappa significativa del percorso avviato nei mesi scorsi, ponendo al centro il rapporto tra patrimonio culturale, partecipazione e responsabilità collettiva.
Ad aprire i lavori è stata Maria Casola, responsabile scientifica del progetto, che ha richiamato l’attenzione sull’esistenza di pratiche già attive nel territorio, legate alla cura e alla valorizzazione del Mar Piccolo. Tra queste, attività associative, iniziative di sensibilizzazione, percorsi di narrazione e passeggiate patrimoniali, spesso però non coordinate tra loro e prive di una rete comune di riferimento.
Il quadro teorico è stato approfondito da Luisella Pavan-Woolfe, già direttrice dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa e componente della Rete Faro Italia, che ha illustrato il concetto di comunità patrimoniale previsto dalla Convenzione di Faro: un insieme di persone che riconoscono valore al patrimonio culturale e si impegnano attivamente nella sua tutela e trasmissione.
Nel corso dell’incontro è stata presentata anche l’esperienza del Molo San Vincenzo di Napoli, illustrata dall’architetta Eleonora Giovene di Girasole dell’ITC-CNR. Il caso ha mostrato come sia possibile costruire nel tempo una comunità patrimoniale attorno a un luogo complesso, attraverso il coinvolgimento di istituzioni, associazioni e cittadini, favorendo il recupero del legame tra spazio e comunità e promuovendone una progressiva apertura.
Il confronto ha evidenziato la rilevanza di questo approccio anche per il Mar Piccolo, considerato non solo come area ambientale ma come patrimonio composto da paesaggi, memorie, saperi e relazioni sociali. In questo contesto, il concetto di comunità patrimoniale si configura come uno strumento per mettere in rete esperienze e competenze oggi frammentate.
Il tema si collega inoltre al dibattito sulla futura governance dell’area: la comunità patrimoniale è stata indicata come possibile elemento di supporto all’eventuale ente gestore del Parco, in grado di rafforzare la partecipazione e contribuire ai processi di tutela e valorizzazione.
L’iniziativa rientra nel percorso promosso dal Dipartimento Jonico nell’ambito di Puglia Partecipa, finalizzato alla raccolta di contributi utili alla definizione di strategie per il futuro del Mar Piccolo. I risultati del laboratorio confluiranno nel documento conclusivo destinato al decisore pubblico.
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