La crisi di Kyma Ambiente resta al centro del confronto istituzionale. A margine dell’audizione in Commissione Ambiente della Regione Puglia, richiesta dalle organizzazioni sindacali, il consigliere regionale e capogruppo a Taranto di Fratelli d’Italia Gianpaolo Vietri ha richiamato l’urgenza di interventi concreti per affrontare la situazione dell’azienda.
“In un clima di forte preoccupazione per la grave situazione economica che sta interessando l’azienda Kyma ambiente, le organizzazioni sindacali hanno posto alla Regione, nell’audizione odierna in Commissione Ambiente, questioni di fondamentale importanza e carattere strategico. Seppur dinanzi a un’unità d’intenti sul piano delle dichiarazioni e degli obiettivi, non sono state ancora delineate azioni concrete. La situazione, invece, richiede interventi immediati”.
Nel corso dell’incontro è stata evidenziata la necessità di intervenire sugli asset strategici, a partire dagli impianti, considerati centrali per la tenuta e il rilancio della società.
“In questo contesto, ho evidenziato la necessità di procedere con una ristrutturazione degli asset strategici, a partire dagli impianti, necessario per la tenuta dell’azienda. Tale percorso è strettamente connesso al Piano regionale, il cui esito risulta determinante: a seconda delle scelte adottate in materia di gestione dei rifiuti dalla Regione, potranno essere autorizzati o meno gli impianti necessari”.
Secondo Vietri, il nodo principale resta legato alle decisioni della Regione sul nuovo piano dei rifiuti, su cui al momento non ci sarebbero indicazioni definite.
“Tutto dipende, quindi, dalle decisioni che la Regione assumerà in merito al nuovo Piano dei rifiuti. Tuttavia, a oggi, non sono pervenute risposte chiare circa gli indirizzi che si intendono adottare, lasciando i lavoratori in una condizione di forte incertezza. La situazione aziendale appare estremamente critica: si tratta di una società che non dispone più di adeguate risorse finanziarie, presenta un ultimo bilancio in passivo e un’esposizione debitoria pari a 40 milioni di euro. A ciò si aggiungono l’assenza di un contratto di servizio e la mancanza di un piano industriale”.
Da qui la richiesta di accelerare le decisioni per garantire prospettive occupazionali e continuità del servizio.
“Per queste ragioni, è indispensabile agire nel più breve tempo possibile per rilanciare gli impianti e restituire produttività all’azienda, garantendo al contempo prospettive occupazionali e continuità operativa e il miglioramento della qualità del servizio e del decoro della città di Taranto. I lavoratori e la città attendono risposte urgenti e concrete, che al momento non sono ancora arrivate e che neanche si prospettano.”
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