La UIL FP accoglie positivamente lo schema di Decreto Ministeriale che conferma l’organico dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto a 1.428 unità, scongiurando una riduzione del personale. Un risultato ritenuto importante, ma non sufficiente a risolvere le criticità del comparto.
“Siamo soddisfatti che si sia evitato il peggio – dichiara Giovanni Maldarizzi – ma questo decreto è solo un punto di partenza. La vera emergenza è che oggi all’Arsenale lavorano circa 800 dipendenti, quasi la metà del fabbisogno previsto. I concorsi banditi negli ultimi anni si sono rivelati del tutto insufficienti a colmare le vacanze organiche”.
Il sindacato evidenzia la necessità di trasformare i numeri previsti sulla carta in posti di lavoro concreti, soprattutto in un contesto territoriale segnato da difficoltà occupazionali.
“Taranto non può sprecare questa occasione: il comparto Difesa è uno dei pochi settori in grado di generare lavoro stabile. Pretendiamo che i posti sulla carta si traducano in assunzioni vere e immediate. Non accetteremo altri rinvii”.
La questione si intreccia con gli investimenti in corso, tra cui oltre 60 milioni di euro destinati all’acquisizione di un nuovo bacino.
“Sessanta milioni sono un’opportunità straordinaria – continua Maldarizzi – ma solo se accompagnati da un piano strutturale di assunzioni e formazione. Rischiamo di avere infrastrutture d’eccellenza senza le donne e gli uomini per farle funzionare. Chiediamo al Ministero della Difesa e agli enti locali di massimizzare le ricadute occupazionali di queste risorse”.
Le criticità, sottolinea la UIL FP, riguardano anche altri enti del comparto. Nell’area operativa e nella nuova base navale, a fronte di una dotazione prevista di 550 unità, il personale in servizio è sceso sotto le 330 unità, con una carenza superiore al 40%.
“La sicurezza operativa e la dignità lavorativa di chi serve lo Stato non sono variabili di aggiustamento, ma diritti inviolabili”, conclude Maldarizzi, ribadendo la disponibilità del sindacato a proseguire il confronto e ad attivare eventuali iniziative di mobilitazione.
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